Accusato dell’omicidio di due partner: “Sono state fatalità”

Robert Trigg (foto dal web)

Si delineano i contorni della vicenda che vede coinvolto l’ex chef britannico Robert Trigg, 52 anni, accusato degli omicidi di due ex partner, Susan Nicholson, coetanea dell’uomo, la cui morte è avvenuta nell’aprile 2011, e Caroline Devlin, 35enne deceduta nel marzo 2006. Le due morti non sembravano inizialmente sembrate sospette, ma la polizia ha successivamente trovato “significative somiglianze” nelle modalità di ritrovamento dei due cadaveri e nei successivi comportamenti di Trigg.

L’anatomopatologo che ha effettuato la perizia di parte della difesa per la morte di Caroline Devlin ha spiegato che la 35enne sarebbe deceduta per morte naturale. La donna era finita a casa di Robert Trigg a Worthing dopo aver visitato un pub vicino. L’uomo sostiene che non si sarebbe accorto subito del decesso della donna, ma che avrebbe provato a chiamarla pensando stesse ancora dormendo, quindi ha lanciato l’allarme solo in quel momento. Secondo l’autopsia, la probabile causa del decesso sarebbe un sanguinamento al cervello dovuto da un aneurisma. La Lewes Crown Court ha appreso che l’alta pressione sanguigna della signora Devlin, il livello dell’alcool e il fatto che aveva fatto sesso la sera della sua morte avrebbero potuto giocare un ruolo decisivo nella sua morte. Un’altra perizia esclude invece l’aneurisma.

Il dottor Ashley Fegan-Earl, patologo della Home Office del Royal College of Medicine, ha esaminato le prove su richiesta della difesa, spiegando in aula: “L’assenza di un aneurisma non esclude le cause naturali come una spiegazione plausibile. Ha sofferto di alta pressione sanguigna, questo può essere un fattore di rischio. Quel rischio è più probabile se l’individuo ha avuto rapporti sessuali”. L’anatomopatologo ha aggiunto che solo circa lo 0,4 per cento delle emorragie subaracnoidi, il tipo di cui la signora Devlin ha sofferto, ha avuto a che fare con casi di omicidio. La maggioranza aveva origini naturali.

Sta di fatto che Robert Trigg è accusato anche dell’omicidio di Susan Nicholson cinque anni dopo la morte della Devlin. Anche in questo caso, la donna è morta dopo aver bevuto tutta la sera, ma stavolta sono state riscontrate compressioni del torace e del viso, che però il perito della difesa attribuisce a un episodio accidentale, dovuto alla stazza dell’uomo, che avrebbe in sostanza schiacciato l’amante col suo peso senza rendersene conto. “Questa signora ha avuto un certo grado di malattie cardiache e enfisema nei polmoni, forse causati dal fumo. Questo insieme con il livello dell’alcool avrebbe potuto influenzare la sua reazione alla compressione”, teorizza l’anatomopatologo.

Anche il dottor Simon Poole, che ha eseguito l’autopsia, non ritiene che il decesso della donna sia il risultato di un atto deliberato: “Le circostanze apparenti della morte sono molto insolite. Non ho mai incontrato un caso simile. Una risposta patologica è molto difficile da raggiungere. E’ stata un’ostruzione delle vie aeree, ma se è stata deliberata o no è un’altra domanda. A mio avviso la malattia del cuore e la restringimento dell’arteria hanno contribuito alla sua morte”. Il medico legale spiega che in sostanza probabilmente Susan Nicholson era ubriaca e non si rendeva conto di star soffocando. Inoltre, la vittima aveva unghie abbastanza lunghe che se si fosse ribellata a un tentativo di strangolamento le avrebbe utilizzate contro Robert Trigg per difendersi, mentre sul corpo dell’uomo non sono stati rinvenuti segni di colluttazione.