Delitto di Garlasco, la Cassazione: “Niente riapertura del caso”

Alberto Stasi (ritaglio video)

Sul delitto di Chiara Poggi forse ora è stata davvero messa la parola fine: la prima sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario presentato dai difensori di Alberto Stasi, l’ex bocconiano, che sta scontando 16 anni di reclusione per il delitto di Garlasco. Già nei mesi scorsi, la Corte d’Appello di Brescia aveva detto no alla revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Nel ricorso presentato dai legali di Alberto Stasi si chiedeva di riaprire il caso, sospendere la pena e riesaminare in un nuovo processo di appello i testi già sentiti in primo grado. Contro la riapertura del caso anche il pg della Suprema Corte Roberto Aniello, nel corso della sua requisitoria. Gli avvocati di Stasi ritengono che vi sarebbe stato un “errore di fatto” relativo alla mancata ammissione di prove dichiarative nel processo d’appello-bis, quello che dopo due assoluzioni ribaltò quelle sentenze e condannò il ragazzo a sedici anni, pena poi confermata dalla Cassazione.

Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi, hanno commentato la sentenza odierna spiegando che “il rigetto di questo ulteriore ricorso conferma come la sentenza di condanna sia stata emessa all’esito di un giusto processo, grazie alle prove schiaccianti faticosamente acquisite dalla Corte di Assise di Appello di Milano. Anche nei momenti più difficili la famiglia Poggi ha sempre creduto nella giustizia, senza mai cercare giudizi sommari”.

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GM