Il Pd nel caos tra tessere restituite e la lite Prodi-Renzi

Il risultato dei ballottaggi dello scorso weekend ha fatto uscire con le ossa rotte tutto il Partito Democratico, in primis il sul suo segretario, Matteo Renzi. Egli ora si ritrova in mezzo al fuoco incrociato di due pesi massimi del partito come Walter Veltroni e Dario Franceschini, con Romano Prodi che ‘vigila’ dall’alto. “Bastano questi numeri per capire che qualcosa non ha funzionato? Il Pd è nato per unire il campo del centrosinistra non per dividerlo”. E’ quanto scritto su Twitter dal ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, a commento dei risultati delle amministrative a Genova, Parma, L’Aquila e Verona. Lo strappo avvenuto successivamente tra Romano Prodi e Matteo Renzi si era consumata nella mattinata di ieri. “Leggo che il segretario Matteo Renzi mi invita a spostare un po’ più lontano la tenda. Lo farò senza difficoltà – ha detto Prodi -. La mia tenda è molto leggera. Intanto l’ho messa nello zaino”. Poi ha parlato in maniera piccata anche Veltroni: “A Renzi ho sempre riconosciuto che la sua ispirazione di fondo somigliava a quella del Lingotto. Ma ora, e gliel’ho detto con sincerità, faccia a faccia, gli consiglio di cambiare passo, serve una nuova stagione”. Come se non bastasse, arriva anche l’abbandono a Lecce di 102 esponenti del Pd, i quali hanno lasciato il partito, annunciando di voler aderire al Movimento democratico e progressista Articolo Uno.

M.O.

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