Alberto muore a 15 anni dopo due anni di calvario

Alberto Meneghetti, 15 anni (Websource)

Due anni e mezzo di calvario, una battaglia durissima per la vita portata avanti da un ragazzino molto coraggioso e una famiglia forte e sempre molto presente nonostante il dramma in atto. Alberto Meneghetti, 15 anni, è morto ieri nel reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Montagnana, in provincia di Padova. Il giovane era affetto da una leucoencefalopatia, una patologia rara del cervello che si manifestò per la prima volta nel Natale del 2014 sotto forma di broncopolmonite. Pochi giorni dopo quella prima manifestazione Alberto entrò in coma, in uno stato vegetativo dal quale non si riprese più. Sono stati due anni durissimi fatti di speranze che si affievolivano di giorno in giorno, viaggi disperati in diversi centri medici alla ricerca di una cura che non è mai arrivata. Negli ultimi giorni l’aggravarsi di un’infezione ha portato alla morte e per il povero Alberto è finito un calvario iniziato due anni e mezzo fa.

Il 15enne, che prima di ammalarsi frequentava la scuola media Chinaglia, lascia la mamma Daniela, papà Gianluigi e la sorella Alessia. Lascia anche tutti i suoi amici che lo avevano salutato felice e sorridente prima delle vacanze di Natale 2014 e non lo hanno più ritrovato dopo se non in un letto d’ospedale inerme e morente.

Come si legge nell’enciclopedia media la leucoencefalopatia è una “malattia del cervello con esclusiva o prevalente compromissione della sostanza bianca”, una patologia rara che può essere “di origine immunologica, vascolare o infiammatoria”. Spesso, proprio come nel caso di Alberto, non se ne conoscono le cause esatte né i meccanismi patogenetici. Si può presentare in varie forme, alcune meno gravi e curabili. Purtroppo non era questo il caso di Alberto.

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F.B.