Charlie Gard, non ci sono speranze: domani l’ultimo atto

Charlie Gard col suo papà (foto dal web)

Purtroppo è stata posta la parola fine sulla vicenda del piccolo Charlie Gard, di soli pochi mesi di età e che era nato con una rarissima patologia degenerativa. Nei mesi scorsi, i giudici della Corte Suprema hanno stabilito che i congegni artificiali che tengono in vita Charlie possono essere disattivati, suscitando la reazione rabbiosa dei genitori del bambino. I genitori, infatti, non avevano mai perso la speranza che Charlie potesse riprendersi e hanno cominciato a sottoporre il piccolo alle visite di più esperti nella speranza di trovare una cura che gli permettesse di sopravvivere.

A inizio giugno era arrivata una nuova decisione della Corte Suprema, che ha respinto il ricorso in appello decretando una volta per tutte che l’ospedale aveva il diritto di staccare le macchine e dare al piccolo Charlie “una morte dignitosa”. L’ultimo atto in queste ore: infatti, domani il personale medico del Great Ormond Street Hospital di Londra staccherà i macchinari che tengono in vita il bambino. Lo hanno annunciato i suoi genitori, Chris Gard e Connie Yates, che erano arrivati a rivolgersi alla Corte europea dei diritti umani, chiedendo di poter portare a proprie spese il piccolo in un centro specializzato degli Usa. Una corsa contro il tempo, quella dei genitori, di Charlie Gard, che però ha dovuto fare i conti con l’accelerazione dei tempi della giustizia britannica. “Noi e soprattutto Charlie siamo stati terribilmente abbandonati lungo tutto il processo”, hanno detto i genitori, aggiungendo che il piccolo “ci lascerà sapendo di essere stato amato da migliaia di persone”.

Il giudizio di Monsignor Paglia

La vicenda di Charlie Gard aveva commosso l’opinione pubblica: nelle scorse ore è intervenuto anche l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Questi, in un comunicato, aveva sottolineato: “La vicenda del piccolo bambino inglese Charlie Gard e dei suoi genitori colpisce tutti noi per il carico di dolore e di speranza che ci consegna”. Monsignor Paglia ha assicurato la sua vicinanza ai genitori e a quanti “lo hanno curato e hanno lottato con lui”. Quindi aveva ricordato che un testo della Conferenza Episcopale Cattolica di Inghilterra e Galles ribadisce “che non si può mai porre in essere alcun gesto che metta fine intenzionalmente a un’esistenza umana compresa la sospensione della nutrizione e dell’idratazione”. In definitiva, “va rispettata e ascoltata anzitutto la volontà dei genitori e, al contempo, è necessario aiutare anche loro a riconoscere la peculiarità gravosa della loro condizione, tale per cui non possono essere lasciati soli nel prendere decisioni così dolorose”. Per monsignor Paglia, infine, vanno evitati “i rischi di strumentalizzazioni ideologiche e politiche sempre da evitare” o “di clamori mediatici talvolta tristemente superficiali”.

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GM