Processo Yara, le carte che si giocherà la difesa di Bossetti

Il furgone di Bossetti analizzato dai Ris (foto dal web)

Prende il via domani mattina il processo d’Appello che vede imputato Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio. In queste ore, l’attenzione si sta concentrando su quelle che saranno le mosse della difesa dell’uomo. Innanzitutto si chiede di chiarire il perché l’Hacking Team, una società che si occupa di fornire supporto informatico a servizi segreti, governi e forze dell’ordine, nota per aver realizzato un programma che contiene un capitolo denominato “prove false”, si sia complimentata il giorno della cattura di Bossetti per il risultato ottenuto.

In sostanza, per la difesa del muratore di Mapello, il Dna sarebbe stato costruito artificialmente: il genetista Peter Gill ha spiegato come il Dna depositato su superfici esterne non possa essere recuperato dopo un periodo di 6 settimane, mentre appunto Yara Gambirasio venne ritrovata dopo diversi mesi. Facendo leva su questo, i legali di Bossetti chiedono che si faccia un esperimento in cui si lascino tracce biologiche su vestiti per il tempo e alle condizioni in cui è stato ritrovato il corpo. Inoltre, viene ritenuto che il test del DNA sarebbe stato condotto con kit scaduti.

Da parte della difesa di Bossetti, inoltre, vi sono delle rimostranze circa le immagini pedopornografiche che il muratore di Mapello avrebbe cercato in Rete: “Vi è solo e unicamente una ricerca imputabile a mano umana. Tutti gli altri elementi informatici contenenti la parola ragazzine rientrano in pezzi di descrizione di film di normale pornografia… In sintesi, in 12 anni di attività informatica, vi è una sola ricerca con la parola “ragazzine”, peraltro effettuata a 4 anni dall’omicidio di Yara”. Viene poi chiesto dalla difesa che si indaghi sulla posizione dell’insegnante di ginnastica di Yara.

Inoltre, secondo quanto scrive ‘Il Fatto Quotidiano’, i legali punteranno molto su una fotografia satellitare scattata sul campo di Chignolo d’Isola il 24 gennaio 2011, prima la scoperta del cadavere di Yara Gambirasio. Perché si tratta di un elemento importante lo spiega lo stesso avvocato di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni, sottolineando come quello scatto  dimostra che “a fine gennaio il cadavere di Yara non era nel campo”. Infine, già in primo grado, erano state contestate le immagini delle telecamere di sicurezza di aziende nei pressi della palestra da cui scomparve la tredicenne che riprendono un furgone Fiat Iveco, lo stesso che secondo l’accusa sarebbe del muratore di Mapello. Lo stesso Bossetti aveva detto in aula che il cavalletto posteriore posto a protezione della cabina del suo Fiat Daily è “più basso” di quello del furgone ripreso, inoltre una cassetta posta in basso a sinistra nel cassone differisce da quella del suo perché “è doppia”.

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GM