Uccide a coltellate la “bulla” che torturava sua sorella: “E’ stata autodifesa”

Tiffany James (Websource / News.com.au)

Non ce la faceva più a vedere il volto triste e spaurito di sua sorella minore, da anni sbeffeggiata e tormentata da un gruppetto di “bulle” della sua scuola. Così Tiffany James, 19 anni, ha deciso di uccidere a coltellate la “capa” di quella banda, Madison Branch, 14 anni. Dando sfogo a un desiderio di vendetta che ora, però, potrebbe costarle anni di carcere per omicidio.

Le due si sono incontrate lo scorso lunedì pomeriggio in una stazione di servizio di Louisville, nel Kentucky (Usa), per il regolamento di conti. Secondo le prime informazioni riportate dai media locali, tra loro è nata una discussione sfociata nell’omicidio di Madison, rea di aver tolto il sorriso. Tiffany è già stata arrestata con l’accusa di omicidio. L’avvocato che la difende aveva chiesto per lei gli arresti domiciliari, ma la richiesta è stata negata dal giudice che ha fissato la cifra della cauzione a 100.000 dollari. La ragazza rimarrà dietro le sbarre in attesa della prossima udienza in tribunale, il 7 luglio. Sua madre Debra, intanto, ha iniziato una battaglia per dimostrare che la ragazza ha agito in buona fede: “Mia figlia ha agito per difendere la sorella dai bulli che la torturavano. Si è trattato di autodifesa”, afferma.

La famiglia di Madison, invece, offre una ricostruzione dei fatti molto diversa e ora chiede giustizia. “Dicono che si tratta di autodifesa. Questo invece è un omicidio”, sostiene Christy Branch, zia della ragazza uccisa. “Qui la vittima è Maddie e non ce ne sono altre. Vogliamo giustizia per lei. Sapevamo che quella ragazza era perseguitata dai bulli, ma Madison non avrebbe mai potuto essere una di loro. Era fantastica ed era sempre sorridente. Mia nipote non era tipo da bullismo”. Sarà un giudice, ora, a stabilire da quale parte stia la ragione.

Madison Branch (Websource / News.com.au)

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