Beppe Grillo all’attacco: “Charlie non è morto”

(Websource/archivio)

Sulla vicenda del povero Charlie Gard, il bambino di dieci mesi affetto da una rara sindrome, al quale oggi starà staccata la spina del macchinario che lo tiene in vita per decisione dei giudici, interviene anche Beppe Grillo con un lungo posto sul suo blog: “Neppure Pilato se ne lavò le mani in questo modo. Charlie Gard non è clinicamente morto, i suoi genitori non desiderano che siano spente le macchine che lo tengono in vita, addirittura se ne andranno via! Un viaggio di coraggio e di speranza: una musica che trova orecchie da mercante in questa europetta insipida e senz’anima”.

Grillo poi prosegue così: “La corte europea per i diritti dell’uomo – spiega – ha sentenziato: ciò che hanno deciso i tribunali inglesi riguardo la sospensione dei trattamenti per mantenere in vita il piccolo Charlie Gard va bene così. Non è entrata nel merito la corte europea. Si è comportata come una corte di cassazione: non è più un processo al fatto in sé, ma piuttosto alla forma dei gradi di giudizio precedenti. È incredibile, significa che tutta la Ue non ha da dire nulla, in più oppure in meno, riguardo una questione così atrocemente fondamentale». «Avere la risposta in tasca per situazioni come queste è arrogante in ogni caso, ma la vita va salvaguardata senza dubbio. Per altro una malattia che distrugge i microscopici polmoni che stanno dentro le cellule (i mitocondri) progressivamente e senza eccezioni note è una specie di incubo solido! Un orrore che condanna a morte certa un bellissimo bimbo. La speranza è vissuta nell’intimità di una dimensione assolutamente soggettiva, il piccolo non è in morte cerebrale, i suoi genitori chiedono che vengano semplicemente proseguite le terapie di sostegno vitale mentre si preparano a togliere il disturbo per correre negli Usa, grazie ad una colletta record (da 1,3 milioni di sterline). Tantissimi cittadini britannici hanno accordato una fiducia a quella speranza, con un appoggio economico! Neppure da quella campana – insiste Grillo – ci sentono i nostri spettrali banchieri della Ue?». «C’è un modo di dire che amo tantissimo: ‘non esistono atei in trincea soltanto che in questa storia la trincea riguarda solo il Papà e la Mamma del piccolo… Mentre la Corte europea e la Ue nel suo insieme assomiglia sempre di più al pubblico non pagante di un circo romano, dove dei disgraziati lottavano sperando di sopravvivere, ancora un po’”.

Nel frattempo i genitori di Charlie hanno lanciato un disperato appello affinché sia almeno consentito loro di portare il bimbo a casa per queste ultime strazianti ore. Sembra che anche in questo caso i giudici non siano d’accordo però.

F.B.