Processo contro Bossetti: Marita in aula gli stringe la mano

Marita Comi (ritaglio video)

Al via stamattina il processo d’Appello che vede imputato Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio. In aula erano presenti la madre e la sorella gemella dell’imputato, Ester Arzuffi e Laura Letizia Bossetti. Presente anche la moglie di Bossetti, Marita Comi: i giudici della Corte d’assise di secondo grado hanno concesso all’imputato, appena entrato in aula, di poterle stringere la mano. Nelle scorse ore, l’attenzione si è concentrata su quelle che saranno le mosse della difesa dell’uomo.

Il processo si è aperto con l’intervento del sostituto Pg di Brescia, Marco Martani, che ritiene la sentenza di primo grado “ineccepibile”, con “una motivazione coerente, logica, completa e dà puntualmente conto delle acquisizioni processuali”. Quindi ha chiesto di tener fuori i giornalisti per evitare “una spettacolarizzazione” del processo. Come noto, i legali di Bossetti punteranno molto su una fotografia satellitare scattata sul campo di Chignolo d’Isola il 24 gennaio 2011, prima la scoperta del cadavere di Yara Gambirasio. Quelle foto “non provano nulla”, dice Martani, secondo il quale in nessun’altra occasione “ho visto dati statistici così rassicuranti sui livelli di probabilità come in questa indagine, qua infatti si può dire che non esiste tra i miliardi di persone sulla terra un altro soggetto con il Dna di ’Ignoto1’ attribuito a Bossetti”.

Quindi sul ruolo dell’Hacking Team, una società che si occupa di fornire supporto informatico a servizi segreti, nel caso Yara, il pg sottolinea di ritenere “oltre il limite del grottesco l’ipotesi che si sia fatto ricorso ad Hacking Team per la costruzione di un Dna sintetico” per incastrare Massimo Bossetti, rilevando inoltre che questa tesi della difesa lancia “sottese accuse gravissime al Ros dei carabinieri che nell’ipotesi della difesa avrebbero contatti con soggetti esterni per costruire prove false”.

Insomma, il procuratore conclude sostenendo che l’indagine “non ha tralasciato assolutamente nulla, ed è stata uno sforzo raro e unico nella storia investigativa italiana”. Bossetti, che è apparso molto provato, a quel punto ha perso le staffe: “Viene qua a dire idiozie”. Il muratore di Mapello è stato ammonito dal presidente Enrico Fischietti. “Bossetti, lei deve stare seduto e zitto e, se vorrà, quando sarà il momento potrà fare dichiarazioni spontanee”.

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GM