Sparatoria nel Bronx, un morto e sei feriti

(Websource/archivio)

Questa mattina un uomo è entrato nell’ospedale Lebanon che si trova nel Bronx (quartiere storico di New York, famoso per le rivolte degli afroamericani negli anni ’70) ed ha sparato all’impazzata con un fucile d’assalto M16 uccidendo una donna e ferendo altre sei persone. Secondo quanto riferito dalla ‘CNN’, l’uomo sarebbe un ex dipendente della struttura licenziato mesi prima ed in cerca di vendetta.

L’uomo è entrato con un camice da laboratorio per mimetizzarsi e approfittando della confusione che si genera al pronto soccorso si è addentrato all’interno della struttura indisturbato. Dopo aver preso l’ascensore ed aver raggiunto il sedicesimo piano della struttura, l’ex dipendente ha cominciato a sparare ai presenti, infine si è puntato l’arma alla tempia e si è ucciso. Sul luogo della sparatoria sono giunti diversi mezzi della polizia ed i vigili del fuoco, sembra infatti che fuoriuscisse fumo da diversi piani dell’ospedale.

Sempre secondo quanto riportato dal network americano all’interno dell’ospedale sono stati trovati due cadaveri, quello della donna uccisa dall’attentatore e quello dell’attentatore stesso che, dopo aver tentato la strage, si è suicidato. L’attentatore di chiamava Henry Bello, medico Afroamericano, specializzato di medicina della famiglia.

Questa vicenda riapre l’annosa questione della facilità di reperire un arma da fuoco, per altro dal potenziale di fuoco devastante come un M16, negli States. Troppe volte un cittadino americano in cerca di vendetta si è fatto giustizia sommaria uccidendo colleghi o compagni di scuola, come quando Jaylen Fryberg, a soli 15 anni, ha fatto strage di coetanei nel suo liceo di Seattle.

F.S.