Si spegne dopo 3 anni di coraggiosa “battaglia”: “Le avevano dato 24 ore”

(Websource / Mirror)

Ha lottato fino all’ultimo contro la malattia, ma non ce l’ha fatta. Emma Ross, la ragazzina di Dumfries, in Scozia, colpita a nove anni da un infarto mentre giocava a scuola e rimasta invalida, si è spenta dopo tre anni di agonia. Nel febbraio 2014 la sua vita – e naturalmente quella dei suoi familiari – era radicalmente cambiata. Per tutto questo tempo ha convissuto, tenacemente e coraggiosamente, con gravissimi danni cerebrali permanenti. I medici le avevano dato non più di 24 ore, invece lei è andata avanti, mossa dall’amore dei suoi genitori e dalla sua voglia di vivere, lasciando tutti increduli.

Purtroppo Emma fa si è sentita male mentre si trovava in un parco ed è stata trasportata d’urgenza al Robin House a Balloch, nel Dunbartonshire, dove poco dopo è morta. Aveva appena compiuto 13 anni. Era stata ricoverata per due anni in un centro di riabilitazione, finché i genitori non hanno chiesto di riaverla a casa: “Sapevamo che purtroppo non le sarebbe rimasto molto da vivere”, ha detto sua madre, Robyn Stewart, 35 anni “e volevamo goderci gli ultimi momenti con lei”. A lei e a suo marito Lindsay, 39 anni, era stata prospettata l’alternativa tra un intervento chirurgico “pesante”, ma senza alcuna garanzia di successo, e quella di una morte senza sofferenze. Un tema delicato e d’attualità anche in questi giorni, con la vicenda del piccolo Charlie sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. “Se ne è andata mentre il sole stava spuntando, accompagnata dai primi cinguettii degli uccellini. E’ stata una fine dolce a una vita troppo breve”, ha concluso Robyn. RIP.

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