Sospesa la caccia ad Igor

Igor
Igor, il killer di Budrio (Websource)

E’ finita la caccia all’uomo. Almeno per il momento ha vinto lui. Igor, il killer di Budrio, non si riesce a trovare da nessuna parte. E dire che all’inizio si pensava fosse una cattura lampo, questione di poche ore. Ora Igor ‘il russo’, il cui vero nome in realtà è Norbert Feher, serbo di 36 anni, l’uomo che ha seminato terrore e cadaveri  fra Bologna e Ferrara non sarà più ricercato con battute sul terreno condotte dai reparti speciali dei Carabinieri. Lo si cercherà ma con delle indagini classiche svolte dai reparti investigativi. In termini pratici c’è stata una drastica riduzione degli uomini dei reparti speciali. Di loro è rimasto solo un piccolo contingente di poche decine d’unità, pronto a intervenire in caso di segnalazioni credibili e circostanziate.

Un grande autore di thriller, Donato Carrisi, descrive così sul Corriere della Sera il modo in cui Igor ha beffato tutti: “Coi propri escrementi crea false piste olfattive per fuorviare i cani dei cacciatori. Per un’intera settimana riesce ad apparire pur rimanendo invisibile, come uno spettro. L’ottavo giorno incrocia due guardie ecologiche, forse li scambia per sbirri, forse l’hanno riconosciuto. Forse niente di tutto ciò. Ma uno come lui non può rischiare. Spara. Ne uccide una, l’altra si finge morta. Se ne accorge, sta per darle il colpo di grazia ma ci ripensa. Lascia in vita un testimone prezioso, perché col proprio racconto possa contribuire all’inganno. Adesso i cacciatori avranno la certezza che è ancora in zona e a nessuno verrà più in mente di cercarlo altrove. Perciò tira fuori dalla tasca un bigliettino con un numero di telefono, custodito per giorni come un amuleto. È il suo lasciapassare: un contatto sicuro che possa portarlo ad Est. È venuto il momento di sparire davvero. I cacciatori sono stati beffati. Il cane randagio può tornare a casa”.

E così, a tre mesi dal primo delitto, quello di Davide Fabbri nel bar della Riccardina di Budrio, Igor non solo è ancora libero, ma di fatto è riuscito a fuggire. Dopo quel primo delitto, come sappiamo, arrivò la seconda vittima, la guardia ecologica volontaria (e disarmata) Valerio Verri, uccisa a Portomaggiore l’8 aprile. Da quel momento la fuga, con i Carabinieri, coordinati dal pm Marco Forte, che le hanno provate tutte: reparti d’élite, cani molecolari, visori termici e a infrarossi, droni. Niente, nulla da fare.

Molti si chiedono: com’è possibile che sia sfuggito? Gli inquirenti si dicono certi che Igor abbia avuto diversi aiuti e appoggi e per questo motivo ora si cercherà di ricostruire la rete di contatti e amicizie di Feher. “Lo prenderemo, prima o poi commetterà un errore – dice un investigatore esperto –. Magari lontano da qui, ma lo prenderemo”.

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F.B.