“Lavorare fino a 85 anni”, l’ipotesi è plausibile

(Websource/archivio)

Di questi tempi parlare di pensione fa venire il mal di testa a molti. In particolare le giovani generazioni, chi ha circa 30 anni e ha iniziato a lavorar da poco di solito con contratti precari, sanno che la pensione sarà un miraggio e che molto probabilmente si vedranno pochi spiccioli intorno ai 70 anni. Dal Giappone ora arriva una proposta che può anche far sorridere, ma che invece è indicativa di una tendenza da tenere presente: l’avanzamento inesorabile dell’età pensionabile.

In Giappone attualmente le grandi aziende mandano in pensione i propri dipendenti a 60 anni concedendo poi loro la possibilità di lavorare altri 5 o 10 anni con uno stipendio ridotto. Dopo questo periodo la pensione diventa definitiva. Il governo di Tokyo, su indicazione delle principali aziende nipponiche, si è però reso conto che si tratta di uno spreco di risorse e che, se in buona salute, le persone potrebbero lavorare a pieno regime ben oltre i 70 anni. In particolare in determinati settori mandando via determinate persone si manda via anche il loro patrimonio di conoscenze sviluppato in tanti anni di attività così come talvolta il loro portafogli cliente.

Il Sole 24 ore spiega: “Prendiamo business di vendita nei quali le persone che vanno in pensione si portano via clienti (e relazioni) che hanno impiegato decenni per costruire. Inoltre chi meglio di un dipendente anziano si potrà rivolgere a clienti coetanei? Il Giappone è un paese con una elevata età media e quindi la fetta di consumatori over 65 anni è molto consistente e spesso facoltosa”.

Insomma la proposta del governo è quella di concedere la possibilità di lavorare fino agli 85 anni. Unica condizione? Che ci sia la buona salute.

F.B.