Nord Corea, il successo del nuovo test missilistico

Corea del Nord
(KRT via AP Video)

Mentre l’America dormiva durante le prime ore del 4 luglio, Kim Jong Un osservava personalmente il culmine di un obiettivo di lungo termine – il test di un missile di lunga gittata che può arrivare negli USA. Il missile ha volato a quasi 3mila chilometri di altezza, per circa 35 minuti, prima di finire nelle acque giapponesi, secondo David Wright di Union of Concerned Scientist. I media nordcoreani sostengono che il missile è stato appositamente lanciato con una traiettoria ad alto raggio così da non colpire nessun paese ma secondo i calcoli di Wright, con una traiettoria normale, il missile può viaggiare per circa 7mila chilometri, o addirittura abbastanza da colpire l’Alaska. Al contrario dei fallimenti dei test passati, questo lancio conferma gli ultimi progressi raggiunti dal regime nordcoreano nel suo programma per la costruzione di sistemi che possano raggiungere gli Stati Uniti continentali, anche se ci sono forti dubbi da parte degli analisti sulle sue capacità di creare testate nucleari piccole a sufficienza per essere trasportate dai suoi ICBM.

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno cercato di prendere tutte le misure militari possibili per fermare la Corea del Nord, affermando che l’era della “pazienza strategica” è terminata e che “tutte le opzioni sono sul tavolo”. In risposta al test missilistico del regime, Stati uniti e Corea del Sud hanno condotto alcune esercitazioni lungo la costa orientale della Penisola coreana, lanciando alcuni missili a medio raggio. Il governo statunitense ha inoltre richiesto una riunione d’emergenza a porte chiuse con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Poco dopo il test, Donald Trump ha scritto dei tweet in cui esortava la Cina ad agire con più determinazione nei confronti del regime nordcoreano e invitava Giappone e Corea del Sud a contrattaccare. Ma il lancio del missile nel giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti non era un messaggio alla Cina, alla Corea del Sud o al Giappone. Kim Jong Un voleva mandare un “regalo” solo ed esclusivamente agli Usa: “Quei bastardi degli americani devono essere piuttosto dispiaciuti dopo avere visto la nostra iniziativa strategica. Credo che non siano contenti del regalino che gli abbiamo mandato in occasione del Giorno dell’Indipendenza. Dovremmo mandargli spesso questo tipo di regali, così non si annoieranno troppo”.

Lavinia C

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