Padre denuncia: “Mia figlia violentata da un africano”

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Anni di sofferenza scanditi dal desiderio di una dose, il piacere effimero della droga che le scorre nelle vene e le dona quegli attimi di felicità che agognava e per cui era disposta a tutto pur di provare. La descrizione di questo meccanismo di attesa spasmodica della droga è solo una parte di un racconto che un padre non vorrebbe mai ascoltare. Si perché se la dipendenza è il principio di una vita che si perde nei meandri più oscuri, lo stupro, le percosse e le umiliazioni sono il punto di arrivo di un’adolescenza sprecata per la ricerca di chissà cosa.

E’ questo il racconto che dopo tanta sofferenza nascosta ha riportato al padre una ragazza di Perugia. E’ il 2012, la ragazza, ancora minorenne, ha cominciato a consumare erba, poi cocaina, in questa seconda fase conosce un ragazzo nord africano che le vende le dosi e che è disposto a farle credito. Inizialmente la ragazza si convince di aver trovato un fornitore affidabile e che sarebbe stata in grado di uscire da quel circolo vizioso in qualsiasi momento. Presto, però, si accorge che uscire dalla dipendenza e più difficile di quanto pensasse ed in breve tempo si ritrova schiava della droga e di quell’uomo che, sfruttando la sua fragilità, la obbliga ad atti sessuali e la sottopone ad umiliazioni davanti ad altri ragazzi: per un lungo periodo lo spacciatore l’ha violentata e costretta a fare versi di maiale in cambio di una dose.

Stuprata, derisa e picchiata, viene persino minacciata di morte per evitare che raccontasse in giro le violenze subite. Un giorno, però, finisce all’ospedale a causa di una partita di droga tagliata male e quando si riprende trova il coraggio per confessare al padre quello che le stava capitando. In seguito al racconto, il padre della vittima ha sporto una denuncia ai danni dell’uomo che adesso si trova sotto custodia cautelare. Ieri doveva essere ascoltata in aula la ragazza, ma l’udienza è stata rimandata ad ottobre.

F.S.