Venezuela, assalto al Parlamento: “Noi siamo con Maduro”

I manifestanti pro Maduro (JUAN BARRETO/AFP/Getty Images)

Resta alta la tensione in Venezuela, dove oggi militanti chavisti hanno assaltato l’assemblea nazionale, dove stava volgendo al termine una cerimonia in occasione dell’anniversario dell’indipendenza. Sin dalla prima mattinata, i militanti che appoggiano le scelte politiche di Nicolas Maduro si erano concentrati vicino al Parlamento, poi hanno deciso di fare irruzione, lanciando razzi e aggredendo parlamentari e giornalisti che si trovavano all’interno, tant’è che due deputati sono rimasti feriti a causa dei colpi inferti con calci, pugni e bastoni.

Dunque, anche oggi i gruppi armati pro governativi, chiamati “colectivos”, hanno seminato il panico a Caracas e dintorni, prendendo d’assalto diversi punti della capitale, nel tentativo di impedire i blocchi stradali di protesta contro il governo di Nicolas Maduro. Negli scontri in strada, almeno tre persone hanno riportato ferite di arma da fuoco. Da quanto si apprende, ad agire in queste ore sono gruppi armati di varia estrazione politica, che circolano in motocicletta e con il viso coperto. Caos anche nella zona di San Bernardino, dove un gruppo di manifestanti si è rifugiato in un ospedale locale e i “colectivos” non ci hanno pensato due volte a provare a stanarli anche utilizzando armi da fuoco contro la facciata dell’edificio.

Nei giorni scorsi, la Corte Suprema del Venezuela è stata attaccata da granate cadute da un elicottero in quello che il presidente Nicolás Maduro ha definito “attacco terroristico”. Le immagini diffuse dai social media sono eloquenti e mostrano l’elicottero appartenente alle forze di polizia sorvolare i cieli della capitale Caracas e poi si sentono delle esplosioni. In questi mesi, il Venezuela sta attraversando un momento difficile: per oltre due mesi, quotidianamente, ci sono state proteste antigovernative, soprattutto per denunciare l’acuirsi della crisi economica. Coloro che si oppongono al governo dicono di essere determinati a portare avanti le proteste fino a quando non verranno indette nuove elezioni e il governo si dimetterà. Più di 70 persone sono state uccise in scontri di piazza dal 1° aprile.

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GM