Investito dal treno a 17 anni, spunta l’ipotesi omicidio

Marco Cestaro (Websource/archivio)

Lo scorso gennaio all’altezza di Lancenigo, lungo la tratta ferroviaria Venezia-Udine, Marco Cestaro,17 anni, fu travolto e ucciso da un treno in corsa. Da subito la situazione apparve poco chiara e l’ipotesi suicidio non convinse nessuno, tanto meno la famiglia del giovane. La madre Anna Cattarin pochi giorni dopo la tragedia parlava così: “Marco è stato trovato agonizzante lungo la ferrovia ed è morto in ospedale. Dicono che si sia buttato sotto al treno, ma non è così: è stato picchiato e poi abbandonato sui binari. Mio figlio si sentiva in pericolo”.

Adesso è arrivata la relazione di Alberto Furlanetto, il medico patologo incaricato dal pm Anna Andreatta di eseguire la perizia medico legale sul corpo del 17enne di Fontane. E l’ipotesi che si sia trattato di un omicidio trova incredibili ed inquietanti conferme. Infatti le ferite e i traumi presenti sul corpo del 17enne sono compatibili con l’ipotesi che prima dell’investimento del treno sia accaduto qualcosa, molto probabilmente un pestaggio.  Inoltre l’esame tossicologico ha confermato che il ragazzo, al contrario di quanto ipotizzato in un primo momento, non aveva assolutamente assunto alcuna sostanza né stupefacenti né alcol.

Nella relazione di Furlanetto si legge anche che il ragazzo, deceduto dopo tre giorni di coma, è morto a causa di un gravissimo trauma cranico e che neanche un soccorso più tempestivo avrebbe potuto salvarlo. Dettaglio quest’ultimo che alleggerisce la posizione dei tre ferrovieri che si trovavano a bordo del treno e che sono stati indagati dalla Procura di Treviso per omicidio colposo.

Torna dunque prepotentemente l’ipotesi dell’omicidio. La famiglia in passato era stata minacciata di morte da parte di alcuni appartenenti ad una setta satanica. La mamma del ragazzo spinge perché venga seguita questa pista e spiega: “La nostra è una famiglia di cattolici praticanti. Anche Marco lo era: dormiva perfino abbracciato a un crocifisso esorcizzato. Forse Marco era stato preso di mira proprio da alcuni seguaci di una setta religiosa. Lui era un ragazzo molto ingenuo, che si fidava di tutti”.

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F.B.