Charlie Gard: la decisione dell’ospedale riaccende la speranza

Charlie Gard e il suo papà (foto dal web)

Si accende una speranza nel caso di Charlie Gard, il bambino di dieci mesi affetto da una rara malattia e destinato a morire poiché i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra, dove il piccolo è ricoverato, forti di una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, avevano deciso di procedere con l’eutanasia contro la volontà dei genitori. Una nuova udienza nel caso di Charlie Gard avrà luogo lunedì alle 14, presso la High Court, dopo la decisione dell’ospedale dove il piccolo è ricoverato: dal nosocomio infatti fanno sapere di essere intenzionati a prendere in considerazione la cura sperimentale.

L’ospedale ha annunciato oggi che due ospedali internazionali hanno dato loro nuove prove sul trattamento terapeutico sperimentale e vogliono esplorare tali opzioni. “L’ospedale di Great Ormond Street è vincolato dalla sentenza della Corte Suprema che ci proibisce espressamente di trasferire Charlie per la terapia nucleosidica in qualunque posto”, si legge in una nota del nosocomio della City. Questa sentenza è stata accolta dalla Corte d’Appello, dalla Corte Suprema e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. Inoltre, la stessa sentenza “è stata anche sostenuta inequivocabilmente da alcuni dei più celebri medici e scienziati del mondo”. Se però l’udienza di lunedì dovesse pronunciarsi a favore della sperimentazione terapeutica cambierebbero molte cose e il piccolo potrebbe riprendere le cure, come auspicato da più parti.

Appena ieri sera, Piero Santantonio, presidente dell’associazione Mitocon che si occupa di malattie mitocondriali, aveva rilanciato le parole della madre del bambino: “Stanno per staccare le macchine di Charlie, ci ha detto stasera la mamma, Connie Yates”. L’altro ieri era arrivato il definitivo “no” a un trasferimento di Charlie in Italia per curarsi al “Bambino Gesù” di Roma con la telefonata tra il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson e l’omologo italiano Angelino Alfano: “Ragioni legali non consentono lo spostamento del piccolo”. Stamattina poi era arrivato un nuovo intervento di Papa Francesco, che sarebbe disponibile a concedere al bambino un passaporto di Città del Vaticano se questo potesse servire a consentirne il trasferimento a Roma.

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GM