50mila euro per informazioni riguardanti un caso di 40 anni fa

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La foto del potenziale testimone chiave emessa dalla polizia (websource)

Era l’estate del 1976 – la più calda mai registrata – quando il 15enne Enrico Sidoli marinò scuola per rinfrescarsi alla piscina comunale. Il giovanotto si era aggregato a centinaia di ragazzi al Parliament Hill Lido, nel nord di Londra, ma non tornò mai a casa. Il giovane Enrico avrebbe avuto una discussione con altri ragazzi che poi l’avrebbero trattenuto sott’acqua. Venne poi tirato fuori dall’acqua da un bagnino, in stato di incoscienza, e portato di corsa in ospedale, dove morì 11 giorni dopo. L’incidente avvenne davanti agli occhi di altre 1400 persone e la polizia, al tempo, lo descrisse come “l’omicidio più pubblico di sempre”. Ma quando provarono a investigare, si scontrarono con “un muro di silenzio”.

Adesso il cold case è stato riaperto, offrendo una ricompensa di 20mila sterline (22500 euro) per chiunque abbia informazioni utili a trovare i colpevoli. La famiglia di Enrico, che ha spinto perchè il caso venisse riaperto, ha raddoppiato la cifra, offrendo 20mila sterline aggiuntive. Iolanda Sidoli, la sorellina di Enrico, ha detto: “Io avevo 13 anni quando abbiamo perso Enrico. Il dolore della perdita non è mai andato via. Quando Enrico è morto, siamo morti tutti”. La polizia ha raccolto i dati di più di 1100 testimoni da quando Enrico è morto. Un ragazzo di 16 anni era stato interrogato nel settembre del 1976, un altro di 25 anni nell’agosto 1968, ma nessuno fu mai accusato o arrestato. Gli inquirenti hanno pubblicato la foto di un potenziale testimone chiave, scattata qualche momento dopo che Enrico era stato trascinato fuori dalla piscina e resuscitato dal bagnino, con la speranza di riuscire a fargli qualche domanda. “Spero che dopo 41 anni, i testimoni troppo spaventati o al tempo fedeli alle persone coinvolte nell’omicidio, riescano a trovare il coraggio di contattare la polizia”, afferma Susan Stansfield, della Met Police. Elizabeth Brown, un’altra sorella di Enrico, ha detto: “Io credo davvero che mio fratello meriti giustizia. Era un ragazzo molto intelligente e adorabile”. “Credo che chiunque abbia una coscienza, vedrà quanto abbiamo sofferto. Abbiamo davvero perso tutto, abbiamo perso la felicità dei nostri cuori”, aggiunge Elizabeth.

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Da sinistra, Enrico Sidoli insieme a sua sorella Elizabeth, suo fratello John, la mamma Louise e la sorella Iolanda. (websource)

Lavinia C.
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