La mamma “perfetta” si confessa: “Così ho dimenticato mia figlia nell’auto”

(Websource / Facebook)

Ha lasciato la figlia che piangeva in auto e si è dimenticata di lei, ma ha avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di “ammettere il proprio errore” in un lungo e toccante post pubblicato su Facebook. La donna, le cui generalità non sono state rese note, confessa apertamente le sue debolezze, e riconosce quanto può essere facile ritrovarsi in una situazione così “assurda”: “Ero una di quelle persone convinte che non avrebbero mai commesso un errore del genere”, scrive. Invece è toccato proprio a lei.

Fortunatamente, in questo caso la piccola è stata “recuperata” in tempi rapidi ed è tornata a casa sana a salva. Molto più spesso – e lo dimostra anche la cronaca recente – l’esito di tali “dimenticanze” è ben più drammatico, specialmente nella stagione estiva, quando con le temperature sempre più alte l’abitacolo di un’automobile può trasformarsi molto facilmente in una trappola mortale. Resta il fatto che “è successo qualcosa di impensabile”, racconta la mamma-blogger sulla sua pagina Facebook “This is Motherhood” (“Questa è la maternità”).

Una banale “distrazione”
“Siamo arrivati a casa di un amico di famiglia – si legge nel lungo post – e presi dall’entusiasmo ci siamo tutti fiondati fuori dall’auto, ognuno pensando che qualcun altro si sarebbe ricordato di prendere la più piccola del ‘clan’. Invece non se e è ricordato nessuno. E la bambina è rimasta in auto una ventina di minuti da sola, prima che uno di noi corresse a recuperarla. E’ stato un piccolo errore, ma dalle conseguenze potenzialmente devastanti”. “Grazie a Dio – aggiunge – avevamo parcheggiato in un posto sicuro, fuori non faceva molto caldo, e non l’abbiamo lasciata sola molto tempo. Lei poi, sembra essersi già dimenticata della cosa e averci perdonato. Ma io ci metterò un bel po’ a perdonare me stessa”.

“Di solito – prosegue – penso di essere una buona madre. ma stavolta l’ho combinata grossa e la sensazione che provo è terribile. Non ci sono scuse per quello che ho fatto. E una parte di me vorrebbe tenere tutto ciò nascosto. Non voglio che il mondo sappia del grave sbaglio che ho commesso. Poi, però, penso che devo parlarne. Devo ammettere i miri errori. Devo dire al mondo quanto io sia lontana dalla perfezione. E che se è capitato a me, può capitare a chiunque. Il che da un lato mi spaventa, ma dall’altro mi spinge a giudicare di meno e ad essere molto più attenta”.

Cosa dice la scienza
Sul web gli utenti hanno molto apprezzato la sincerità e l’onestà di questa mamma, il cui post è stato condiviso da centinaia di follower e ispirato a sua volta tante altre “confessioni”. Segno che il “problema” è tutt’altro che isolato e marginale. Il neuroscienziato David Diamond, della University of South Florida, ha studiato il fenomeno da un punto di vista neurobiologico e cognitivo e ha elaborato una teoria. Questo tipo di dimenticanze sono a suo dire il risultato di un conflitto tra il sistema della memoria operativa del cervello, cioè quella che ci permette di “archiviare” un’informazione in modo non cosciente, e la memoria prospettica, vale a dire quella che ci consente di ricordare di portare a termine le azioni programmate.

Nel caso specifico, la memoria operativa è quella che fa ripetere il gesto automatico del guidare la macchina da casa a lavoro. La memoria prospettica è quella che ricorda di accompagnare un bambino a scuola, come programmato. “La nostra mancata memoria futura mette a rischio quelli che amiamo”, spiega Diamond. “Questo accade soprattutto quando pensiamo che le precauzioni per prevenire queste tragedie non siano necessarie. La realtà mostra che questa convinzione è sbagliata”.

(Websource / Mirror)

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