Charlie Gard, nuovo colpo di scena: “Avrà la cittadinanza americana”

(Websource / Mirror)

“Daremo al piccolo Charlie Gard la cittadinanza americana”. Così hanno annunciato due membri del Congresso statunitense, Brad Wenstrup e Trent Franks, nel dichiarato tentativo di salvare il bambino che ormai da diverse settimane attira su di sé l’attenzione del mondo intero. La prossima settimana, alla ripresa dei lavori del Congresso, i due rappresentanti repubblicani porranno ufficialmente la questione all’ordine del giorno. Va da sé che la notizia ha subito ravvivato le speranza del piccolo Charlie e di tutti coloro che continuano a battersi contro la sentenza che impone di spegnere le macchine che lo tengono in vita. Già l’altro ieri era arrivata una notizia molto importante in questo senso: fonti vicine al Vaticano hanno fatto sapere che Papa Francesco, già intervenuto sulla vicenda qualche giorno fa, sarebbe disponibile a concedere al bambino un passaporto di Città del Vaticano se questo potesse servire a consentirne il trasferimento a Roma.

Wenstrup e Franks, entrambi fortemente pro-life, hanno spiegato di aver preso questa decisione nell’intento di tutelare il diritto dei genitori di Charlie a continuare a prendersi cura di lui. “Nonostante le drammatiche condizioni del bambino – hanno scritto in una dichiarazione congiunta – i suoi genitori non hanno voluto rinunciare a sperare. Lo hanno difeso fieramente. Hanno raccolto oltre un milione di sterline per poterlo sottoporre a una terapia sperimentale negli Stati Uniti. Hanno continuato a battersi per la sua vita”. E “garantendo a Charlie la residenza legale permanente negli Stati Uniti” il bimbo potrà “ricevere i trattamenti che promettono di salvargli la vita”. “E’ giusto – si domandano infine i due membri del Congresso – che a questo bambino sia ordinato di morire perché un soggetto terzo, violando il volere dei suoi genitori, ritiene di poter stabilite una volta per tutte che la morte immediata è la soluzione migliore per lui?”. La domanda resta aperta, e già questa, secondo più d’uno, è una piccola vittoria.

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EDS