Sarah viene uccisa ad 8 anni, la madre le parla attraverso delle lettere

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Lasciare andare il ricordo di un figlio scomparso è una cosa difficile e dolorosa da fare, sopratutto se tua figlia è stata prima seviziata e poi uccisa quando aveva solo 8 anni. Era il 2000 quando Sara Payne perdeva la figlia Sarah per mano di un manigoldo, Ray Whiting, e da quel momento nulla è servito a restituirle la serenità. Lo stesso anno Whiting è stato arrestato e condannato, qualche tempo dopo si è venuto a sapere che la sua condanna era resa una specie d’inferno dagli altri carcerati che cercavano di punirlo per quello che aveva fatto alla piccola Sarah, picchiandolo e cercando di ucciderlo.

Dopo anni di silenzio Sara Payne è tornata a parlare in pubblico di come sta vivendo il suo  dolore. La donna spiega di non aver mai abbandonato il ricordo di sua figlia e che non riesce ad immaginarla diversa da com’era quando lo spietato assassino gliel’ha sottratta. Per vincere la nostalgia la madre di Sarah conserva ancora le foto della figlia, il suo smalto rosa preferito e una ciocca di capelli. Ogni sera, inoltre, si mette a leggere uno dei libri della saga di Harry Potter che la piccola amava particolarmente.

Sara ha persino scritto un libro in cui sono contenute delle bellissime lettere rivolte alla figlia, dove le parla di diversi aspetti della vita come se questa stesse ancora crescendo davanti ai suoi occhi. La donna, in un intervista concessa al ‘The sun’, spiega come queste attività le permettano di sentirsi ancora vicina a Sarah e le permettano di andare avanti nonostante le avversità: “Parlo con Sarah quasi ogni giorno sugli aspetti leggeri della vita come il tempo. Mi aiuta a sentirla vicina. Scrivere le lettere mi ha aiutato a “creare” gli anni dell’adolescenza ed oltre che non ho potuto condividere con lei, l’ha resa una presenza più reale. E’ difficile immaginarla adesso come se avesse 25 anni. Posso sentirla ridere. Posso vedere il suo sorriso contagioso”.

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F.S.