“Riina è gravissimo”, ecco la clamorosa decisione dei giudici

Totò Riina (foto dal web)

Di Totò Riina si è parlato molto nelle ultime settimane.  Il boss che sta scontando la sue pena in regime di 41 bis nel carcere di Opera è anziano e ha problemi di salute e così qualcuno ipotizzava potesse passare gli ultimi giorni della sua vita senza regime di carcere duro o addirittura a casa dai suoi cari. Rita Dalla Chiesa, indignata al solo fatto che si possa paventare un’ipotesi del genere, era stata una delle prime voci che si erano levate contro questa eventualità. E dopo di lei aveva parlato anche il presidente del Senato Pietro Grasso, ex magistrato in prima linea per anni nella lotta alla Mafia: “Secondo le nostre leggi e secondo la Costituzione la carcerazione deve essere dignitosa. E io ritengo che siano adottate tutte le misure idonee per poter rendere dignitosa la carcerazione di Riina, naturalmente questo deve essere dimostrato ai giudici che dovranno decidere, in modo tale che si possa garantire ancora il 41 bis. Non dobbiamo dimenticare che Riina è ancora il capo di Cosa Nostra”.

Ora si torna a parlare della vicenda poiché nella relazione dell’ospedale di Parma depositata nel processo milanese che vede Riina imputato per minacce nei confronti del direttore del carcere di Opera Giacinto Siciliano si legge che il boss è “vigile e collaborante”, ma che la “cardiopatia di cui soffre lo espone costantemente al rischio di una morte improvvisa”. I giudici milanesi però hanno deciso che l’imputato ha comunque la «piena capacità di intendere e di volere» e quella di «stare in giudizio». Una decisione che non potrà non essere tenuta presente anche in merito alla vicenda della sua presunta scarcerazione.

F.B.