Yara, i legali dei Gambirasio: “In questo processo solo fandonie”

Yara Gambirasio sorridente con le amiche (foto dal web)

Mentre prosegue il processo d’Appello che vede imputato Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio, il legale della famiglia della ragazzina, Andrea Pezzotta, torna ad attaccare la difesa dell’imputato, come già aveva fatto nei giorni scorsi. In questi giorni, sono emerse nuove piste, che però sembra che difficilmente possano trovare riscontro, intanto l’attenzione si è concentrata su quelle che sono in queste settimane le mosse della difesa di Bossetti.

“Io nei processi non mi arrabbio mai, ma qui mi sono arrabbiato quando si è cercato di ingannare i giudici”, è l’accusa dell’avvocato Pezzotta, che nel corso del suo intervento di replica nel processo d’appello torna sull’ormai nota fotografia satellitare scattata sul campo di Chignolo d’Isola il 24 gennaio 2011, prima la scoperta del cadavere di Yara Gambirasio. Sottolinea il legale: “Vi hanno mostrato una barretta facendovi credere che quella fosse di una lunghezza equiparabile a quella di una persona, mentre era di 3-4 metri”. Inoltre, le slide mostrate in aula dai legali di Bossetti “sono state fatte col sistema del copia e incolla e in questo modo riescono a parlare di 261 criticità sulla prova del Dna”. Infine, la consulenza sul furgone “del dottor Denti è in gran parte copiata da wikipedia” e altri siti.

Anche Enrico Pelillo, l’altro legale dei Gambirasio, ha usato toni duri facendo riferimento alla “arringa suggestiva dell’avvocato Salvagni”, difensore di Massimo Bossetti, “che deborda di falsità”. Gli avvocati parlano di “fandonie che straziano ancora di più la memoria di Yara”. In particolare Pezzotta rileva come “la difesa ha proiettato in aula dei videogiochi”, poi torna a leggere le ricerche a sfondo sessuale che avrebbe effettuato Bossetti col suo pc su “ragazzine” e a parlare della “sua navigazione su siti sadomaso”. Quelle ricerche delle quali Marita Comi si è attribuita le responsabilità anche nelle scorse ore, ma il legale dei Gambirasio non è dello stesso parere: “Lasciamo stare la signora Comi e il figlio e prendiamoci le responsabilità che ci competono, quando ci competono”. Infine sulla nuova richiesta di perizia del Dna: “Da quello che noi abbiamo capito non è più possibile estrarre ancora del Dna dagli indumenti di Yara, perché tutto quello che si poteva utilizzare è stato già utilizzato per le estrazioni”.

Parla la sorella di Bossetti

Intanto Laura Letizia Bossetti, la sorella di Massimo, continua a sostenere l’innocenza dell’uomo e lo fa alla trasmissione “Iceberg Lombardia” di TeleLombardia: “Approfondite la pista del fratellastro, potrebbe essere lui l’assassino di Yara”. Dice la sorella di Massimo Bossetti: “Quel Dna secondo me è stato o ricostruito oppure contaminato… per questo io ho sempre detto che la conferma del primo grado non ci sarà. Siamo sempre stati convinti dell’innocenza di Massimo, non è lui l’assassino di Yara. Il vero colpevole è fuori, anzi i veri colpevoli sono liberi”.

“È vero, ho incontrato Laura Poli, la moglie di Guerinoni” – rivela poi – “E’ stata una scelta sofferta, dopo tanto tempo mi sono sentita di prendere l’iniziativa e di andar su dalla signora Laura Poli. L’ho incontrata, è una signora molto distinta, ospitale, molto di cuore. Non sono ancora riuscita ad avere tutte le risposte sul mio padre naturale, sicuramente se dovessi rivederla ancora qualcosa direbbe… Lei ha sempre creduto nell’innocenza di Massimo, tutta la sua famiglia dice che non è Massimo l’assassino. Dice di approfondire questa storia del fratellastro, di andare a fondo”. Infine si rivolge al fratello: “Massimo ti voglio bene, crediamo in te, abbiamo sempre creduto in te. Non ti lasceremo mai, sei parte della nostra vita. Abbi fede che tutto andrà bene”.

GM