Rifiutato dalla colf, la picchia fino a farle perdere il bambino

Websource/Archivio

Il precariato, specialmente nelle città del sud Italia, spinge i giovani ad accettare condizioni lavorative spesso al limite della decenza. Proprio questo ha convinto una ragazza catanese ad accettare una proposta di lavoro come colf anche dopo che il figlio dell’anziana che doveva accudire l’aveva ossessionata con delle avance sessuali spinte. Presto l’ossessione dell’uomo si è ripresentata più forte e maniacale che mai e lo ha portato ad aggredirla quando la ragazza lo ha nuovamente rifiutato.

Poco dopo aver cominciato a lavorare a casa della donna, il figlio dell’anziana, un uomo di 69 anni, ha cominciato a farle capire il suo interesse. La ventinovenne ha finto di non accorgersi delle attenzioni dell’uomo, ma un giorno, quando l’uomo ci ha provato esplicitamente, è stata costretta a respingerlo. L’affronto subito ha reso l’uomo violento: ogni giorno la minacciava e cercava di obbligarla a stare con lui. Stanca di questa situazione la giovane lo ha querelato ai carabinieri.

Spaventato delle ripercussioni legali, l’uomo ha chiesto scusa alla ragazza e l’ha implorata di ritirare la denuncia con la promessa che avrebbe smesso di infastidirla. La colf è tornata a lavorare come se nulla fosse successo, ma presto l’ossessione dell’uomo nei suoi confronti ha avuto nuovamente il sopravvento: l’ha cominciata a seguire fin sotto casa, la pedinava quando usciva, finché un giorno ha nuovamente tentato un approccio sessuale ed è stato nuovamente respinto.

Furioso per l’ennesimo rifiuto l’uomo ha cominciato a picchiarla colpendola con calci e pugni su tutto il corpo. Dopo l’aggressione la ventinovenne è stata portata in ospedale dove, sebbene le abbiano curato le ferite, non sono riusciti a salvare il bambino che portava in grembo. Incinta da pochi mesi, infatti, la poveretta ha abortito. L’aggressore è stato arrestato con l’accusa di aggressione con l’aggravante di aver causato l’interruzione di gravidanza.

F.S.

 

loading...