L’Inps paga 1 miliardo di euro di pensioni a chi vive all’estero

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Ancora una volta le parole del presidente dell’Inps Tito Boeri non mancano di scatenare polemiche e discussioni. Pochi giorni fa aveva parlato della necessità di andare in pensione a 70 anni per rendere sostenibile tutto il sistema e ora invece affronta il tema dei soldi che l’istituto previdenziale elargisce a chi risiede all’estero. Il problema principale è che queste persone hanno in realtà pagato pochissimi contributi in Italia (in più di otto casi su dieci hanno versato soldi all’Inps per meno di un decennio e in più di un caso su tre per nemmeno tre anni) eppure gravano ancora pesantemente sul nostro sistema. Quello che l’Inps spende per loro è circa 1 miliardo di euro all’anno

E proprio Boeri a spiegare la situazione anomala: “Più di un terzo delle pensioni pagate a giugno del 2017 hanno periodi di contribuzione in Italia inferiori a 3 anni, il 70% è inferiore ai 6 anni e l’83% è ai 10 anni. si tratta in tutti i casi di durate contributive molto basse e a fronte di queste i beneficiari possono accedere a prestazioni assistenziali quali le integrazioni al minimo o la quattordicesima. Quindi c’è chiaramente uno iato tra l’entità e la durata dei contributi e la possibilità ad accedere a delle prestazioni che vanno molto al di là dei contributi versati. Malgrado i limiti posti dalla normativa nazionale e internazionale annualmente si versano a soggetti residenti all’estero integrazioni al trattamento minimo e maggiorazioni che costituiscono un’uscita per lo Stato italiano e che non rientra nel circuito economico del nostro paese sotto forma di consumi”.

F.B.