Riina, ecco la decisione del giudice sulla scarcerazione

Totò Riina (Websource)

Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra, il sanguinario boss mafioso, resterà in carcere. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Bologna che ha così rigettato la richiesta di differimento pena o, in subordine, di detenzione domiciliare presentata dai legali del “padrino” corleonese. Inoltre Riina rimarrà nel regime del cosiddetto carcere duro, quello del 41Bis. Per ora sconterà questa sua pena nel reparto riservato ai carcerati dell’ospedale di Parma. Il pg di Bologna Ignazio De Francisci ha dunque ritenute invalide le richieste dei legali di Riina che tanto avevano fatto discutere nei giorni scorsi.

Riina è anziano e ha problemi di salute e così i suoi legali speravano potesse passare gli ultimi giorni della sua vita senza regime di carcere duro o addirittura a casa dai suoi cari. Rita Dalla Chiesa, indignata al solo fatto che si possa paventare un’ipotesi del genere, era stata una delle prime voci che si erano levate contro questa eventualità. E dopo di lei aveva parlato anche il presidente del Senato Pietro Grasso, ex magistrato in prima linea per anni nella lotta alla Mafia: “Secondo le nostre leggi e secondo la Costituzione la carcerazione deve essere dignitosa. E io ritengo che siano adottate tutte le misure idonee per poter rendere dignitosa la carcerazione di Riina, naturalmente questo deve essere dimostrato ai giudici che dovranno decidere, in modo tale che si possa garantire ancora il 41 bis. Non dobbiamo dimenticare che Riina è ancora il capo di Cosa Nostra”.

L’avvocato di Totò Riina ha annunciato immediato ricorso contro le decisione del tribunale. «Totò Riina rimane in ospedale ma è una ordinanza ampiamente ricorribile, e come tale sarà oggetto di ricorso» ha detto il legale Luca Cianfaroni.

F.B.