Domenico Diele: dalla perizia emerge un particolare sconcertante

Domenico Diele (Youtube)

Emergono delle novità sulla vicenda di Domenico Diele, l’attore che un mese fa ha travolto lo scooter della 48enne Ilaria Dilillo, morta in seguito all’incidente. Dalle perizie sembra che l’auto procedesse a 159 chilometri orari. L’uomo, accusato di omicidio stradale aggravato, era stato posto ai domiciliari e da una ventina di giorni, dopo l’arrivo del braccialetto elettronico, si trova nella residenza romana della nonna. I primi dati, resi noti dalla Polizia Stradale, emergono dalla scatola nera installata all’interno dell’autovettura dell’attore.

Leggendo questi dati, i periti – incaricati dal sostituto procuratore Elena Cosentino – stanno tentando di ricostruire la dinamica dell’incidente avvenuto nei pressi dell’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano. Dai primi accertamenti, sembra che il motorino della vittima e l’auto di Domenico Diele non presentino particolari anomalie. Ilaria Dilillo viaggiava in sella a un mezzo che aveva i fari anteriori perfettamente funzionanti, mentre non è possibile fare accertamenti sulla parte posteriore, andata completamente distrutta. Al contempo, gli pneumatici dell’auto di Domenico Diele erano in ottimo stato ed entrambi gli airbag sono inoltre esplosi al momento dell’incidente, così come si sono attivati tutti i dispositivi di sicurezza.

Sono questi elementi che si aggiungono all’esito degli esami tossicologici e in particolare alla perizia disposta sui peli ascellari di Domenico Diele. Quest’ultimo esame, molto particolare, è stato chiesto dall’avvocato della famiglia della vittima e intende stabilire a quanto tempo prima risalisse il consumo di sostanze stupefacenti. L’attore, infatti, pur ammettendo l’uso di sostanze stupefacenti, ha sempre asserito che l’incidente era stato causato da una sua distrazione alla guida per rispondere al cellulare, dunque di non essere al volante in stato di alterazione.

GM