L’escursione, poi il dramma: il cuore di don Francesco si ferma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:25
don Francesco Soccol (foto dal web)

Un malore ad alta quota, arriva l’eliambulanza con un medico, ma purtroppo per don Francesco Soccol, sacerdote 65enne non c’è nulla da fare. La tragedia si è consumata ieri intorno all’ora di pranzo nel bellunese, sulle Dolomiti. Alle 12.50 è infatti partita la telefonata al 118 per allertarlo riguardo a un escursionista colto da malore. Il sacerdote, originario di Belluno, si trovava all’esterno del Bivacco Cadore, in Val Stalata, sotto i Campanili di Popera, in compagnia di altri due amici, i primi a rendersi conto della gravità della situazione.

I tre avevano appena completato la Ferrata Roghel. Sul posto, a 2.200 metri di quota, è giunta l’eliambulanza, con a bordo medico, infermiere e tecnico di elisoccorso. Questi hanno fatto ogni tentativo per far riprendere il povero don Francesco Soccol, praticando a lungo le manovre di rianimazione. Alla fine si sono dovuti rendere conto che ogni loro tentativo era inutile e che per il sacerdote ormai non c’era più nulla da fare. Una volta constatato il decesso, la salma di don Francesco Soccol è stata caricata a bordo dell’eliambulanza. Quindi è stata trasportata fino alla piazzola di Auronzo di Cadore. Qui ad attenderla c’era il personale del Soccorso alpino. I due amici del sacerdote, arrivati a valle, erano visibilmente sotto choc per l’accaduto.

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GM