“Colpa tua se è morto”, alla lettura della sentenza scoppia in lacrime

MIchelle Carter (foto dal web)

E’ arrivato a sentenza il processo nei confronti di Michelle Carter, una ragazza diciottenne di Plainville, nel Massachusetts, che era formalmente accusata di omicidio colposo per la morte di Conrad Roy, un giovane di un anno più grande di lei con cui da tre anni aveva una relazione platonica. La giovane è stata condannata a un anno e tre mesi di reclusione, nonostante ne rischiasse addirittura venti.Il ragazzo è morto suicida per avvelenamento da monossido di carbonio, dopo aver collegato il generatore di gas di scarico di un camion. Secondo quanto ricostruito, il suicidio sarebbe avvenuto dopo averne lungamente e dettagliatamente parlato con Michelle Carter attraverso quasi un’ora di telefonata e una serie di oltre mille messaggi di testo. Lei aveva appena 17 anni, Conrad Roy solo un anno in più.

Nei messaggi di testo era emerso che la giovane invitata il suo fidanzato platonico al suicidio, ma contestualmente era anche venuto fuori che una volta giunto nel parcheggio dove poi si era tolto la vita Conrad Roy era stato invitato da Michelle Carter a tornare indietro. A questo si aggiungono i problemi di salute mentale del giovane, per cui la ragazza è stata infine condannata per omicidio involontario a 15 mesi e la messa in prova durerà cinque anni. Michelle Carter, al momento della sentenza, è scoppiata in lacrime. Il giudice Lawrence Moniz del tribunale giovanile della contea di Bristol, ha dichiarato: “Questa corte deve e ha considerato un equilibrio tra riabilitazione, promessa che tale riabilitazione funzionerà e una punizione per le azioni avvenute”. La mamma del giovane Conrad Roy ha invece accusato la giovane di aver contribuito alla morte del figlio per migliorare la propria, chiedendo per questo il massimo della pena.

Lunn Roy, mamma del giovane, ha detto che Michelle Carter aveva “sfruttato le debolezze di mio figlio e lo ha usato come pedina nel suo stesso benessere”. Poi ospite di una trasmissione televisiva ha aggiunto: “Non credo che abbia una coscienza. Penso che lei debba essere ritenuta responsabile per le sue azioni perché ha saputo esattamente cosa stava facendo e cosa ha detto”. Ma evidentemente i giudici hanno dato in parte ragione alla tesi difensiva dei legali di Michelle Carter, che avevano evidenziato come il giovane avesse problemi di depressione. Joseph Cataldo, avvocato della ragazza, ne chiedeva comunque l’assoluzione. In uno dei due video trovati sul suo cellulare dopo la morte, Conrad Roy spiega che “non avrà mai successo, non avrà mai una moglie, non avrà mai figli” a causa del suo carattere introverso.

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GM