Massacrò la fidanzata che l’aveva “scambiato” per il suo ex, ora la condanna

(Websource / Daily Mail)

Ergastolo senza condizionale. A questa pena è stato condannato da un tribunale di Miami Fidel Lopez, 26 anni, per il brutale omicidio della sua fidanzata Maria Nemeth. L’uomo ha confessato le sue responsabilità, ammettendo di essere “un mostro”, a quanto pare per evitare la sedia elettrica. La “colpa” della vittima è stata quella di urlare il nome dell’ex ragazzo per due volte durante un rapporto sessuale con lui. Un affronto irricevibile per Lopez, che ha reagito malissimo, aggredendo brutalmente la fidanzata e alla fine uccidendola. “Oggi – ha dichiarato dopo la lettura della sentenza, ieri pomeriggio – sono felice di dover affrontare questa condanna perché so che devo pagare per quello che ho fatto ed è giusto così: pago con la mia vita per quello che ho portato via. Alla famiglia di Maria chiedo perdono”.

Il drammatico episodio risale al settembre 2015, quando Lopez – allora 24enne – ha letteralmente sventrato Maria Nemeth, la fidanzata 31enne. È accaduto in Florida, dove la polizia di Sunrise ha arrestato il giovane con l’accusa di omicidio di primo grado. Ora, al termine del processo, è arrivata la condanna al carcere a vita. Dopo aver inizialmente sostenuto che la ragazza si era sentita male, non riusciva a respirare, aveva vomitato ed era morta, l’uomo ha ammesso le sue responsabilità chiamando la Polizia e, come detto, riconoscendo nel corso del processo di essere “un mostro” per quanto compiuto.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, intervenute in seguito alla chiamata al 911 effettuata dallo stesso omicida, Maria e Lopez, che condividevano lo stesso appartamento a Sunrise (Miami) da una sola settimana, avrebbero iniziato a discutere dopo una serata “alcolica” a base di tequila. Poi avrebbero fatto sesso e nuovamente litigato a causa della “svista” della donna. A quel punto Lopez, fuori di sé, l’avrebbe letteralmente “sbudellata” strappandole l’intestino e poi violentata con diversi oggetti, tra cui una bottiglia di birra e un ferro da stiro. Dopo essersi accorto che non respirava più, avrebbe tentato di rianimarla spruzzandole un po’ d’acqua sul viso. Solo in un secondo momento ha chiamato la Polizia che, intervenuta sul posto, lo ha arrestato e consegnato alla giustizia. “Se dovessi riassumere la vita di Maria, avrei difficoltà a farlo in poche righe – ha detto il padre della vittima – . Voglio solo dire a tutti che mia figlia continuerà a essere un modello di perseveranza e di amore per l’umanità”.

EDS