Cervia, l’albergatore: “Sei nero, non posso assumerti. La gente non capirebbe…”

Lungomare di Cervia (Websource)

Un clamoroso caso di discriminazione razziale. In Italia. Nel 2017. Non c’è altro modo per descrivere quanto avvenuto in un albergo di Cervia ai danni di Paolo, un ragazzo milanese di colore che vive in Italia da quando ha tre anni e che aveva tutte le qualifiche e il curriculum per ottenere quel posto da cameriere per la stagione estiva. A denunciare l’accaduto la famiglia del ragazzo con l’aiuto della Filcams-Cgil di Ravenna. Ecco il messaggio inviato dal titolare della struttura ricettiva romagnola al ragazzo: “Mi dispiace Paolo ma non posso mettere ragazzi di colore in sala qui in Romagna la gente è molto indietro con la mentalità, scusami ma non posso farti venire giù ciao”.

“Siamo di fronte a un evidente caso di discriminazione razziale in cui a un danno patrimoniale per avere perso la stagione lavorativa si somma l’umiliazione e la profonda ingiustizia di cui si è vittima. Siamo certi che la Romagna saprà distinguersi dall’inaccettabile connotazione riservatale dall’albergatore”, hanno detto i responsabili della Filcams-Cgil.

Anche la madre del ragazzo ha parlato della vicenda: “Tutto era a posto ­fino a quando mio figlio ha inviato la carta d’identità. La mattina dopo è arrivato il messaggio – continua la madre – È evidente che qui l’unico problema vero è il colore della pelle di mio figlio, è una discriminazione palese, la differenza l’ha fatta solo la foto”.

Il deputato emiliano romagnolo di Sinistra Italiana, Giovanni Paglia, è intervenuto duramente sulla vicenda: “L’albergatore di Cervia che ha rifiutato l’assunzione ad un ragazzo perché di colore, chieda scusa e lo assuma immediatamente. Non si può rifiutare di assumere una persona solo per il colore della pelle. Questo si chiama razzismo”.

F.B.