Anziani umiliati in una casa di riposo: ”Pure l’acqua veniva negata”

Un’altra storia di maltrattamenti in una casa di cura arriva dalla Toscana. Gli anziani ospiti di una rsa di Marina di Carrara, una casa di riposo che aveva iniziato la propria attività nei primi mesi del 2016, sono stati vittime si abusi e soprusi da parte di parte del personale. Percosse, umiliazioni, ingiurie e minacce: per questi motivi tre persone sono finite agli arresti domiciliari. Si tratta della legale rappresentante e di due dipendenti della struttura, tutte italiane tra i 33 e i 60 anni, mentre altre due addette sono state denunciate  al termine di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Massa Carrara. Tra le tante vessazioni che sottoponevano ai pazienti della struttura c’era anche la limitazione del consumo di acqua. Agli anziani della casa di cura le responsabili non fornivano più di un bicchiere d’acqua a pasto perché gli ospiti non “disturbassero” con richieste di andare in bagno o costringendo a cambiare le lenzuola dei loro letti.

Addirittura, per ridurre gli anziani in stato soporoso, le indagate avrebbero dato loro “quantità smodate e incontrollate, senza alcuna prescrizione medica di ansiolitici e tranquillanti. E ancora, ci sarebbero state limitazioni alla possibilità di movimento degli anziani, con le indagate che avrebbero ordinato loro di stare seduti tutto il giorno o legandoli a sedia o letto”, come recita un passo della nota della Procura. Le indagini, svolte anche con accertamenti tecnici e sanitari, avrebbero fatto “emergere il totale disprezzo delle indagate verso gli anziani e anche la crudeltà con cui le indagate erano solite comportarsi” con un metodo “unico di gestione incentrato su umiliazione, prevaricazione e aggressione, tali da indurre molte vittime a desiderare la morte, a rassegnarsi o abbandonarsi alla disperazione”. I parenti degli anziani erano all’oscuro di tutto.

M.O.