Milano, modella rapita per essere venduta ad un asta

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Una giovane modella inglese di 20 anni è stata rapita a Milano per una settimana e poi rilasciata. Il rapimento, stando a quanto rivelato dagli investigatori, aveva lo scopo di utilizzare la modella per delle prestazioni sessuali a pagamento che sarebbero state vinte da un acquirente in un’apposita asta sul dark web. L’asta sarebbe partita da una base minima di 300 mila euro in bitcoin, ma prima che cominciasse la giovane è stata rilasciata.

La modella si è recata alla stazione di polizia di Milano per denunciare il rapimento e dopo un paio di settimane gli agenti hanno rintracciato uno dei suoi carcerieri, un uomo di origine polacca residente in Gran Bretagna che ha confessato il suo reato. In questo momento la procura di Milano sta indagando sulla faccenda per trovare i complici del carceriere.

Secondo quanto riferito dalla modella inglese, i malviventi l’hanno attirata in un finto set cinematografico con la scusa di un provino. Dopo di ché l’hanno drogata con della ketamina (potente sedativo utilizzato per i cavalli) e segregata all’interno di un capannone nei pressi della Stazione Centrale. A rilasciare la ragazza sarebbe stato l’uomo arrestato dalla polizia, questo, infatti, ha scoperto che la modella era madre di un bambino ed ha deciso di lasciarla andare perché le regole di questa organizzazione criminale impongono di non “trattare” ragazze madri.

Permangono ancora dubbi sulla finalità del sequestro, gli inquirenti stanno indagando per sequestro di persona a scopo di estorsione, ma non è ancora chiaro se la finalità del rapimento fosse quella del raggiro ai danni di terzi (gli ipotetici acquirenti online) o se ci si trova di fronte ad una nuova forma di schiavismo sessuale perpetrata sul dark web.

F.S.