“Non parlava mai”: la verità sul rapitore della modella inglese

    (Websource / Daily Mail)

    “La Polizia era venuta qui due settimane fa e aveva buttato giù la porta”. Comincia così la “testimonianza”, raccolta del Daily Mail, di un vicino (che per ragioni di privacy preferisce mantenere l’anonimato) di Lukasz Pawel Herba, l’uomo di origine polacca ma residente in Gran Bretagna, fermato lo scorso 18 luglio dagli uomini della Squadra Mobile di Milano, insieme al personale dello Sco e della Polizia Postale della Lombardia, in quanto ritenuto responsabile del sequestro, a scopo estorsivo, della modella britannica di 20 anni avvenuto 8 giorni prima. Lukasz viveva solo in un piccolo condominio all’estremità di una vis residenziale di Oldbury, a Birmingham. La Polizia aveva perquisito la sua abitazione due settimane fa, ma lui se ne era già andato tre settimane prima.

    “Erano le 2.30 del mattino – racconta la ‘fonte’ – e hanno fatto molto rumore. Non avevo idea di cosa stesse succedendo, e sono saltata giù dal letto per poi scoprire che stavano entrando nell’appartamento”. Quanto al “mostro” che ha concepito e messo in atto il folle piano, “in realtà non ci parlavo mai, perché spesso era fuori. Per quanto ne so viveva da solo. Non ho mai visto nessun altro entrare nel suo appartamento. E non avevo idea che fosse andato a Milano. Sono rimasto completamente sconvolto quando ho saputo che è stato arrestato”.

    Un altro vicino, addetto al controllo qualità presso il rivenditore di camere da letto Dreams, ha raccontato: “L’ultima volta che l’ho visto era tre settimane fa. Guidava una Toyota rossa, arrivava di corsa davanti all’ingresso si casa e poi ripartiva mezz’ora dopo. Non rimaneva mai a lungo nell’appartamento”. “Era sempre in giacca e cravatta – ha aggiunto – ma non diceva mai nulla. Non ha mai dato l’impressione di essere un tipo amichevole”.

    Gli investigatori hanno confermato che dopo due giorni dal sequestro, il rapitore avrebbe iniziato a ricevere richieste sul deep web per offerte di prestazioni sessuali per un controvalore di ben 300 mila euro. “E’ stato un sequestro organizzato molto bene: l’uomo è incensurato, vive in Inghilterra, lavora saltuariamente, è giovane”, fanno sapere dalla Questura. Il carceriere, dal canto suo “ha fornito una sua versione dei fatti in cui conferma di essere stato fisicamente con la ragazza”, ma non ha fornito una confessione vera e propria, precisa il dirigente della Squadra Mobile di Milano Lorenzo Bucossi. Sul caso stanno indagando la Squadra mobile della Questura di Milano e la Procura antimafia, con il Procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il sostituto Paolo Storari, alla ricerca di eventuali complici. Al momento l’indagine è per sequestro di persona a scopo di estorsione.

    EDS