Morfina al neonato, l’infermiera è già fuori dal carcere

Federica Vecchini (Websource)

Svolta nella vicenda che vede come protagonista  Federica Vecchini, 43 anni, l’infermiera che ha somministrato della morfina senza alcun motivo e senza prescrizione medica ad un neonato che era ricoverato in terapia intensiva neonatale mandandolo in overdose e provocandogli danni e problemi respiratori. Infatti questa mattina  il giudice per le indagini preliminari, Livia Magri, ha disposto la scarcerazione e la misura degli arresti domiciliari nella sua abitazione di Nogara accogliendo così la richiesta dell’avvocato della donna Massimo Martini.

L’infermiera potrà così riabbracciare i suoi tre figli di cui due molto piccoli. Restano ovviamente moltissime perplessità sull’intera vicenda e tutti sono inattesa di capire quale sarà l’esito delle indagini e dell’iter giudiziario. La donna nei giorni scorsi aveva ammesso: “Io a volte uso la morfina o la benzodiazepina, per farli stare tranquilli. Anche senza prescrizione”. Ma poi aveva voluto sottolineare che è stata lei stessa a dire ai medici di somministrare il farmaco antioppiaceo per salvare il bambino e che quindi lo ha salvato. La donna nega di avergli somministrato la morfina e sostiene di aver saputo che andava usato quel medicinale per un altro motivo: “Chiunque può aver dato la morfina al bimbo, era accessibile a tutti. Non sono stata io. Non è vero che ho intuito quale antidoto somministrare al bambino perché sapevo che aveva assunto morfina e solo io potevo saperlo perché ero stata io a somministrarla. Al contrario, data la mia esperienza, ho capito di cosa si trattava attraverso i sintomi e sono intervenuta con l’antidoto. E tutti i miei colleghi hanno rimarcato la mia affidabilità dal punto di vista professionale”.

F.B.