Napoli, militari dell’Esercito accerchiati e aggrediti dagli immigrati – VIDEO

(Screenshot video Facebook)

Un fatto increscioso è avvenuto a Napoli in via Firenze, a due passi dalla stazione centrale. I militari dell’Esercito Italiano stavano effettuando alcuni controlli nell’ambito del programma Strade sicure che ha portato soldati di pattuglia in molte città italiane. Tutto è iniziato quando alcuni militari hanno fermato un uomo di colore e durante le operazioni piuttosto agitate lo hanno bloccato e immobilizzato a terra. A quel punto gli altri immigrati presenti, nel tentativo di impedire l’arresto del loro amico, hanno iniziato a protestare vistosamente e rumorosamente attirando con le grida l’attenzione di tutti i passanti di quella zona. In pochi attimi i soldati che stavano svolgendo l’operazione di controllo sono stati letteralmente accerchiati e si è scatenata una specie di rissa nella quale è volato qualche spintone e forse anche qualcosa di più. Uno degli immigrati è stato trascinato via e portato lontano dalla jeep dell’Esercito.

La situazione in quel quartiere è molto instabile e la tensione, anche prima di oggi, è altissima. I residenti si sono già fatti sentire più volte e alla luce anche dell’episodio di oggi tornano a protestare: “Siamo stanchi – dicono gli attivisti del comitato di quartiere del Vasto – Abbiamo presentato in prefettura, in questura e al Comune una petizione firmata da seicento cittadini che, come noi, chiedono più controlli e più sicurezza. Non possiamo vivere in queste condizioni di pericolo costante per noi e per le nostre famiglie”.

La questione è quasi subito diventata anche politica. Matteo Salvini ha riproposto il video sul proprio profilo con questa didascalia: “Napoli, zona stazione. Uomini del nostro Esercito vengono accerchiati e aggrediti da decine di immigrati che volevano impedire l’arresto di uno di loro…! Ormai siamo alla guerriglia urbana. BASTA!!! P.s. Solidarietà agli abitanti del quartiere, purtroppo con il sindaco che si ritrovano, amico di clandestini e centri sociali…”.

Ecco il video:

F.B.