Ciro si è finto Vincenzo sul web dopo averlo ucciso

(Websource/archivio)

Ciro Guarente aveva un piano ben preciso per uccidere Vincenzo Ruggiero e nascondere il tutto affinché nessuno potesse sospettare che fosse morto. Subito dopo averlo sequestrato in casa di Heven si è spacciato per lui in chat. Il suo piano era far credere che il ragazzo si fosse allontanato di sua spontanea volontà e per questo motivo ha usato il suo telefonino affinché tutti credessero che fosse ancora vivo.

Ciro rassicurò gli amici che aspettavano Vincenzo a piazza Carlo III spiegando che aveva avuto un problema al lavoro. Uno degli amici della vittima però si accorse che a scrivere quei messaggi non era l’amico. Lo capì da un particolare che Ciro non poteva sapere. I due ragazzi infatti si chiamavano reciprocamente «amika» invece, in quei messaggini c’era scritto «amica», con la «c». Solo diverso tempo dopo l’amico ha ripensato a quella stranezza e ha realizzato di aver di fatto chattato con l’assassino.

Grazie alle celle telefoniche agganciate dal suo cellulare e alle immagini della telecamera di sicurezza posizionata di fronte alla casa di Heven Grimaldi gli inquirenti hanno appurato che Ciro entrò nella casa di via Boccaccio ad Aversa alle 15. Vincenzo tornò alle 18 e da quel momento non è più uscito. Il suo assassino invece è uscito tre volte: alle 21, a mezzanotte e alle 4 del mattino. Alle 20 vittima e carnefice erano entrambi in casa e proprio in quel momento sono partiti i vari messaggi dal telefono di Vincenzo. «Ho avuto un contrattempo al lavoro, ti raggiungo dopo, amica» diceva uno dei messaggi.

F.B.