Decide di non curare la figlia affetta da leucemia: succede un “miracolo”

(Websource / Metro.co.uk)

L’ostetrica di Pia de Jong aveva capito subito dopo la nascita di Charlotte, nel 2000, che c’era qualcosa che non andava. Sulla sua schiena c’erano delle strane protuberanze, e toccandole con un dito queste diventavano blu. Dopo qualche giorno, inoltre, si erano moltiplicate, disseminandosi su tutto il suo corpo. Una biopsia del midollo osseo ha poi confermato i peggiori timori della dottoressa: Charlotte era nata con una forma di leucemia estremamente rara e pericolosa. Data la scarsità di conoscenze riguardo a questa particolare patologia, i medici potevano solo proporre una chemioterapia, sebbene un trattamento così “pesante” possa uccidere i neonati – o, nel caso sopravvivano, provocare effetti collaterali permanenti, quali cecità e sterilità.

Non sapendo se la sua bambina sarebbe sopravvissuta o meno, Pia, una scrittrice residente nel New Jersey (Usa), ha detto ai medici di “non fare nulla”. Ha firmato tutte le carte necessarie per sollevare l’ospedale da qualsiasi responsabilità e ha portato Charlotte a casa, preparando se stessa – con lo stato d’animo che è facile immaginare – e i suo altri due figlie alla morte della piccola, pur non sapendo esattamente quando il tragico momento sarebbe arrivato. Di lì a qualche giorno, però, suo marito Robbert ha trovato che il primo – e più grosso – “bozzo” tumorale era scomparso dalla schiena di Charlotte. “Non capisco come abbia fatto – ha detto a Pia – ma l’ha sconfitto da sola”.

A partire da quel momento la cute di Charlotte è diventata via via più “sana”, con lo stupore dei dottori dai quali Pia e Robbert hanno continuato a farla visitare a scadenze regolari. Tanto da indurre i suoi genitori a sperare in una guarigione “autonoma”. E un bel giorno, infatti, il medico di fiducia ha annunciato loro che “i tumori sono scomparsi. Quel che avevamo paura di sperare si è avverato. Charlotte sta guarendo”. “Se la leucemia non si ripresenterà entro cinque anni – ha aggiunto – vorrà dire che è salva”. Da allora sono trascorsi 17 anni e, come racconta Pia in un libro straordinario, Saving Charlotte (“Salvare Charlotte”), il sangue di sua figlia è più sano che mai.

(Websource / Metro.co.uk)

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