I giovanissimi non sanno dire no al sesso, anche quando non vogliono

(Websource/thesun.co.uk)

A volte le confessioni riguardo la sfera privata dei giovanissimi può lasciare sorpresi, se non interdetti. Una di loro ha ammesso di non voler infastidire il proprio partner durante un rapporto chiedendogli di smettere, pur sentendosi parecchio colpevole nel fare ciò.  Di questo se ne è parlato all’interno della trasmissione ‘Insight’, sul canale tv australiano SBS One, all’interno della quale è stato diffuso uno scioccante dato che riporta come oltre metà degli studenti universitari del Continente Nuovissimo siano stati sessualmente molestati almeno una volta lo scorso anno. Tra questi c’è la 18enne Lauren, che ha parlato del proprio senso di colpa per non aver interrotto un rapporto sessuale nonostante non le piacesse. E tutto questo solo per compiacere il proprio partner. La ragazza parla anche della possibilità di poter essere additata come un problema nella coppia, e fa riferimento anche alla pornografia, indicata come un fattore estremamente negativo: “A volte è come se il tuo compagno abbia il permesso di poterti fare tutto ciò che desidera, anche schiaffeggiarti. Io personalmente non amo essere trattata come un giocattolo, come si vede da certi prodotti dell’industria cinematografica per soli adulti. Questa fornisce una falsa rappresentazione dell’immagine delle donne e di ciò che piace loro. Così come non è che nella vita reale si faccia sesso dopo cinque minuti, come invece viene fatto vedere in un film hot”.

Forse non è il caso

Il 19enne James concorda con Lauren parlando di rapporti di coppia spesso inquinati da fattori come la scarsità di comunicazione: “Diverse persone raccolgono i segnali in modo diverso, a volte qualcosa può essere comunicato anche in modo involontario e questo può dare adito a conseguenze per nulla piacevoli”. Tra i 31mila studenti che hanno partecipato all’indagine condotta il mese scorso, uno di loro risulta essere stato molestato all’interno dell’ambiente universitario, e questo ha persuaso in molti della necessità di introdurre un percorso formativo comportamentale in ambito sessuale all’intero delle stesse università. Gli studenti del primo anno dell’Università del Queensland hanno approfondito il caso in cui uno o più soggetti caratterizzati da uno stato mentale alterato per via dell’alcol o da fattori simili si trovino coinvolti all’interno di una dinamica sessuale: cosa succederebbe in questo frangente? La questione è stata posta nell’ambito di un programma che intende insegnare valori quali il consenso, la comunicazione ed il rispetto. Alcuni di loro hanno fatto sapere che non direbbero di no, questo allo scopo di non generare frustrazione od aggressività nell’individuo che intende circuirli. Per loro possono esserci modi più sensibili, sottili o sfumati di comunicare un rifiuto che non rischi di danneggiare i sentimenti.

S.L.

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