Nadia, spunta un testimone chiave: “Ecco cos’è successo la sera prima”

(Websource / Facebook)

A cena in compagnia di un’amica e collega di lavoro. Così Francesco Mazzega, l’uomo di 36 anni accusato dell’omicidio della fidanzata 21enne Nadia Orlando, avrebbe trascorso la sera prima del delitto. La circostanza – taciuta dall’indagato nel corso del suo interrogatorio – è stata riferita da lei stessa agli inquirenti. Presentatasi spontaneamente dai Carabinieri della stazione di San Daniele del Friuli (Udine) dopo aver appreso la notizia del delitto, e ascoltata anche dai poliziotti della Squadra Mobile che conducono le indagini, diretti dal vice Questore aggiunto Massimiliano Ortolan, la donna avrebbe raccontato di essere stata contattata da Mazzega attraverso WhatsApp, per un invito a “mangiare una pizza” a casa sua. Lei, incuriosita, avrebbe spostato gli impegni già presi e trascorso la serata in sua compagnia.

Nel corso di quella serata, Mezzega le avrebbe confidato di essere stanco di frequentare persone superficiali e di aver bisogno di una donna matura e fedele con la quale costruire qualcosa di serio. Di fronte a lei avrebbe negato anche di avere una relazione con Nadia. Poi – sempre stando al suo resoconto – l’avrebbe invitata a fermarsi a dormire da lui, dicendosi “rilassato” dalla sua presenza. Lei però avrebbe rifiutato l’invito, e i due si sarebbero salutati intorno alle 23.

Il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo ha commentato la testimonianza spontanea fornita dalla donna: “Una volta che è mutato lo scenario delle cause del decesso abbiamo capito che quanto dichiarato è una traccia, certamente con elementi di verità, ma non fedele su quanto accaduto”. “Ci troviamo di fronte a un fatto – ha aggiunto – che ha avuto una grande eco. La comunità è fortemente turbata. Non mi stupisce che chi può riferire qualcosa di utile lo faccia anche spontaneamente. Siamo in un territorio in cui è ancora molto forte il senso delle istituzioni e la collaborazione dei cittadini è molto elevata”. Nel frattempo la Procura, che coordina le indagini sul delitto, ha avviato una serie di accertamenti a 360° per chiarire cosa sia accaduto lunedì sera e verificare anche le dichiarazioni rese dall’indagato. Gli inquirenti intendono anche effettuare un sopralluogo sulla probabile scena del crimine, “con l’indagato se vorrà collaborare – ha chiarito De Nicolo – o altrimenti senza”.

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