Ong, finisce sotto inchiesta anche “il prete dei migranti”

Don Mosè Zerai (screenshot video)

Da anni Mosè Zerai, sacerdote di origini eritree, è impegnato da anni negli aiuti umanitari ai profughi, tanto da aver addirittura ottenuto una candidatura al Nobel per la pace due anni orsono. Ora il prete dei migranti si ritrova coinvolto nell’ambito di un’inchiesta sulla ong tedesca Jugend Rettet e la Procura di Trapani gli ha notificato un avviso di garanzia. L’accusa nei suoi confronti è quella di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In sostanza, don Mosè è accusato dalla procura del capoluogo siculo di aver fornito assistenza telefonica ai migranti, dando loro indicazioni mentre si accingevano a salpare dalle coste nordafricane.

Don Mosè Zerai, fondatore e presidente dell’agenzia di informazione Habeshia, si sarebbe dunque mosso per avvertire tempestivamente mosso per avvertire le autorità quando imbarcazioni che attraversavano il Mar Mediterraneo avevano bisogno di un intervento di salvataggio, ma per fare questo doveva dare in anticipo le dovute indicazioni. Il sacerdote, secondo Fanpage.it, ha commentato così la notizia di reato: “Ho saputo solo lunedì dell’indagine e voglio andare fino in fondo alla vicenda. Sono rientrato a Roma dall’Etiopia di proposito. In passato ricevevo moltissime telefonate ogni giorno, oggi invece ne ricevo molte meno e non saprei dire perché: il mio intervento però è sempre stato a scopo umanitario”.

In base all’inchiesta da parte di don Mosè Zerai ci sarebbero state pressioni nei confronti degli organi competenti nel soccorso in mare, ma lui replica: “Prima ancora di informare le Ong, ho allertato ogni volta la centrale operativa della Guardia costiera italiana e il comando di quella maltese. Non ho mai avuto rapporti con la Iuventa (la nave posta sotto sequestro dalla Procura trapanese), né, tantomeno, aderisco a chat segrete e ho sempre comunicato attraverso il mio cellulare”. Il sacerdote conclude: “Non ho nulla da nascondere, perché ho sempre agito alla luce del sole e in piena legalità”.

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GM