Ciro, la verità sull’omicidio di Vincenzo in un diario segreto

(Websource/archivio)

Proseguono le rivelazioni in merito al terrificante omicidio di Vincenzo Ruggiero commesso da Ciro Guarente che, dopo averlo ammazzato, ha provato a scioglierlo con l’acido per poi farlo a pezzi e sotterrarne le parti del corpo in diversi punti della casa. Ciro in questi giorni di carcere ha scritto decine di pagine di diario nelle quali confessa nei dettagli tutto ciò che ha fatto. Da ciò che si apprende e trapela pare che l’assassino del povero Vincenzo parli di una qualche “istigazione ad uccidere”, di qualcuno che lo avrebbe spinto con una pressione emotiva e psicologica ad agire in quel modo. Ciro parla di “seme dell’odio” che si è inserito in lui e che è stato covato e alimentato per mesi, di una gelosia folle che gli sarebbe stata procurata da altre persone che gli raccontavano volontariamente episodi per far ingigantire la sua rabbia.

Ciro parla anche di un presunto complice che lo avrebbe aiutato nel suo piano criminale. Un’ipotesi questa sulla quale la procura ha lavorato sin da subito, ma che per il momento non ha avuto riscontri concreti. Si tratterebbe, in base al racconto di Ciro, di qualcuno che lo avrebbe aiutato dopo la morte di Vincenzo nelle operazioni per sbarazzarsi del corpo.

Ciro riserva parole anche per la madre del ragazzo ucciso. Chiede scusa, perdono per quello che ha fatto. Non rivela però dove ha messo l’arma del delitto né tanto meno dove sia la testa di Vincenzo, l’unica parte del suo corpo che ancora non è stata ritrovata.

F.B.