Mattanza nel foggiano: “I nostri cari vittime innocenti, dov’è lo Stato?”

I fratelli Luciani (foto dal web)

Una mattanza quella avvenuta l’altro ieri nel foggiano, sulla strada provinciale 272 nei pressi della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis. Sono quattro in tutto le vittime, tra cui il presunto boss Mario Luciano Romito, di 50 anni, di Manfredonia. Con lui è morto il cognato, Matteo De Palma, che gli faceva da autista. Ma la ferocia dei killer non ha risparmiato due vittime innocenti, Luigi e Aurelio Luciani, i cui corpi sono stati trovati a pochi metri di distanza da quelli di Mario Luciano Romito e suo cognato. La loro colpa è probabilmente quella di aver visto troppo.

Oggi a San Marco in Lamis è il giorno del lutto e Anna, la vedova di Luigi, non riesce a darsi pace: “Sono morti da innocenti, non si può morire così. La sola colpa di mio marito è stata quella di andare a lavorare e di spaccarsi la schiena tutte le mattine”. Ha proseguito la donna: “La settimana scorsa io e Luigi stavamo organizzando la festa per il primo compleanno di nostro figlio; oggi, invece, mi ritrovo a dover scegliere la bara per mio marito. Non si può morire da innocenti, non si può morire così”. Anna è una donna distrutta e non lo nasconde: “Come faccio a metabolizzare un lutto così violento? Come faccio a spiegare ai miei figli quanto accaduto al loro papino. Un’intera famiglia è distrutta. Mia cognata è distrutta. Ad ottobre darà alla luce la bambina che non conoscerà mai il padre”.

Le due vittime innocenti della strage di mafia erano fratelli e ieri i familiari hanno ricevuto la visita del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a cui Vittorio, il più grande dei fratelli, ha chiesto: “Siamo disperati. Non abbandonate queste due donne, queste due mamme che hanno perso tutto”. Anche Antonio, il padre dei due fratelli uccisi, si appella alle istituzioni: “Dov’è lo Stato per la gente che lavora onestamente?”.

 

GM