Usa-Corea del Nord, Trump avverte: “Pronti a colpire”

(Websource / Metro.co.uk)

L’escalation della tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord sale ancora di livello. E a gettare nuova benzina sul fuoco è il presidente americano Donald Trump, che, affidando come ormai di consueto i suoi commenti ai “cinguettii” di Twitter, è tornato ad attaccare il regime Pyongyang, minacciando pesanti attacchi in caso di minacce nucleari a danno degli Usa. “Le soluzioni militari sono ora pienamente predisposte, caricate e pronte a colpire, nel caso in cui la Corea del Nord dovesse agire in modo poco saggio – si legge nell’ultimo tweet postato dal presidente degli Stati Uniti – . Speriamo che Kim Jong Un trovi un’altra strada”.

Nelle scorse ore The Donald era intervenuto con parole dure sulla nuova escalation di tensione: “La Corea del Nord deve stare attenta, o sarà nei guai come pochi Paesi sono mai stati prima”. E pochi giorni fa il magnate newyorchese aveva lanciato un avvertimento a Pyongyang, minacciando di scatenare “fuoco e furia”. Per essere ancora più chiaro il presidente Usa ha assicurato che “se la Corea del Nord dovesse anche solo immaginare di attaccare qualunque cosa che amiamo, nostri rappresentanti, i nostri alleati o noi, allora vi dico che loro dovrebbero essere molto molto preoccupati, perché le cose che gli succederanno saranno tali che non le avranno mai neanche ritenute possibili”. E ancora: “Sarà meglio che la Corea del Nord inizi a mettere la testa a posto perché in caso contrario si troveranno nei guai così come non è mai successo neanche a poche nazioni nel mondo”. L’agenzia ufficiale di Pyongyang, Kcna, ha alzato quindi ulteriormente i toni, con nuove minacce agli Stati Uniti: “Gli Usa soffriranno una vergognosa sconfitta e un destino tragico e definitivo se persisteranno nelle loro avventure militari, sanzioni e pressioni” contro il regime nordcoreano. Di qui il nuovo, perentorio tweet.

Il rischio di una catastrofe
Mancano ormai meno di quattro giorni alla scadenza di quella sorta di “ultimatum” che Pyongyang ha lanciato contro gli Stati Uniti, ipotizzando un’azione militare dimostrativa nei confronti della base americana di Guam. Eppure, i toni dello scontro Usa-Nord Corea si fanno sempre più aspri, nonostante i tentativi del ministro della Difesa statunitense John Mattis di “stemperare” il livello del conflitto tra i due paesi. Un’escalation che preoccupa la Russia, che ha deciso di rafforzare i sistemi anti-aerei a Est, e non piace ad Angela Merkel, che si è dichiarata contraria a una “soluzione militare” alla crisi.

Pyongyang ha fatto sapere che per Ferragosto sarà pronto a colpire le acque tra 30 e 40 km dall’isola Usa di Guam, dove sorgono le basi navali e quella dei bombardieri strategici americani, per dare una nuova dimostrazione di forza agli Usa dopo che il presidente aveva minacciato di colpire con i nordcoreani, proprio perché l’intelligence statunitense aveva confermato la disponibilità da parte della Corea del Nord di ordigni nucleari collocabili su missili a medio e lungo raggio. Il ministro della Difesa Mattis, dal canto suo, aveva avvertito che la sproporzione di forze avrebbe fatto rischiare a Kim Jong-un, in caso di attacco, la distruzione del Paese. Lo stesso Mattis ha però aggiunto che se l’opzione militare era ben presente sul tavolo della Casa Bianca, la prima scelta dell’America era comunque la via diplomatica. “Sappiamo bene quanto possa essere catastrofica una guerra ai giorni nostri”, ha detto.

EDS