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Nei giorni scorsi l’Italia intera si è commossa per la morte della piccola Aurora Maniero, una bambina di 8 anni morta dopo quattro anni di lotta contro una grave forma di neuroblastoma. Ricoverata per quattro anni nel reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale di Padova, la bimba si era guadagnata il titolo di “Bambina più buona d’Italia” tre anni prima quando, in occasione del suo quinto compleanno aveva deciso di regalare il suo salvadanaio (al cui interno c’erano i soldi regalatele dai parenti) per la ricerca contro il cancro infantile condotta da ‘Team for Children’.

Adesso la famiglia Maniero, convolata a nozze sono qualche settimana prima che Aurora passasse a miglior vita (per esaudire il desiderio della piccola di vederli sposati), deve provare ad andare avanti e superare il lutto, un compito reso ancora più gravoso dal licenziamento subito da mamma Valentina. La pasticceria per cui lavorava, infatti, superati i 180 giorni di congedo ha deciso per il licenziamento della donna. Il proprietario ha giustificato la scelta in questo modo: “Siamo una piccola azienda e non potevamo sostenere ancora la sua assenza dal lavoro, dunque il 30 giugno abbiamo firmato un accordo con la signora Donà per rescindere il contratto alla scadenza”.

Valentina non biasima la scelta del suo ex datore di lavoro né chiede di essere riassunta, ma adesso è pronta a ricominciare a lavorare e si mette in gioco qualora qualcuno fosse disposto ad offrirle un posto: “Non me ne sono andata io, è stato un licenziamento: avrei continuato volentieri a lavorare, certo che sì. Ora non voglio elemosinare nulla, tanto più in questo momento. Certo però, se qualcuno si facesse avanti…”. La donna è ancora distrutta dalla morte della sua adorata bambina, ma sente l’esigenza di andare avanti, occupare la testa con un impegno costante che le permetta anche solo per un istante di non pensare a quel dolore che la lacera dentro.

F.S.