L’opinione dell’esperta: “Le Ong sono solo business e propaganda”

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Negli ultimi tempi si è parlato molto della reale utilità delle Ong e sulla possibile connivenza di queste con gli scafisti. Sull’argomento si è espressa la giornalista olandese Linda Polman, la quale, dopo anni di esperienza sul campo in associazioni umanitarie che operano in Africa e ad Haiti si è resa conto che la solidarietà è un “Industria”.

La Polman, intervistata da ‘Quotidiano.net’, giustifica la definizione dicendo che il 90% delle Ong basa le sue attività sui finanziamenti governativi, quindi che devono necessariamente attenersi alle agende degli stati che le finanziano. Il fatto di ricevere dei finanziamenti è una stortura secondo la giornalista che infatti afferma: “Se sei un’organizzazione umanitaria, dovresti essere totalmente indipendente. Una delle poche che non accetta soldi dalle istituzioni è Medici senza frontiere. Invece le altre… servono ai governi per portare avanti le proprie politiche. Vedi Oxfam: la maggior parte dei soldi arriva dai governi inglese, olandese e tedesco”.

Parole dure quelle della giornalista olandese che nel prosieguo dell’intervista illustra anche la portata economica del business: “Il business globale degli aiuti allo sviluppo vale 150 miliardi di dollari l’anno. La parte degli aiuti umanitari è intorno ai 15-17 miliardi. Le Ong rientrano in questo business miliardario, spendendo molto soprattutto in comunicazione e pubblicità”. La Polman aggiunge che un altro aspetto fondamentale per l’industria della solidarietà è la propaganda, secondo lei è necessario che passi il messaggio che in Africa tutti hanno bisogno di aiuto, solo così possono continuare a portare avanti il loro modello di business.

Nella parte finale dell’intervista si parla dell’Italia e dei salvataggi compiuti dalle imbarcazioni dell Ong, ma anche in questo caso la giornalista ha una visione molto dura ed in un certo senso desolante: “Le Ong fanno una piccola parte, il 40%, dei soccorsi in mare. Il grosso lo fa la Guardia costiera italiana. Ma nell’attenzione mediatica passa il messaggio che sia merito delle organizzazioni umanitarie”. Ma il problema secondo lei non è tanto questo quanto il fatto che in realtà queste persone non avrebbero bisogno d’aiuto, o perlomeno non quante immaginiamo.

La Polman, infatti, si dice sicura che: “Molti profughi sono attratti dalla certezza che ci sono tante navi a fare soccorsi nel Mediterraneo”, quindi aggiunge: “Ma hanno davvero bisogno di aiuto? In realtà una percentuale minuscola di persone vuole raggiungere l’Europa. Pochissimi sono vittime di guerre; il 99% degli africani vive la sua vita, lavora, porta i figli a scuola”.

F.S.