Angelica morta a 25 anni, gli amici la ricordano così

Angelica Greco (Websource/archivio)

Angelica Greco, 25 anni, è morta in un terribile incidente stradale la scorsa notta sulla strada Melendugno-Torre dell’Orsoquando con la sua Lancia Y dopo essersi ribaltata più volte si è schiantata contro un albero di ulivo. Angelica era molto nota in tutto il Salento per il suo attivismo nel comitato No Tap, coloro cioè che combattono affinché non passi in questa zona l’enorme Gasdotto Trans-Adriatico (Trans-Adriatic Pipeline) che connetterà l’Italia e la Grecia passando per l’Albania, consentendo l’afflusso di gas naturale proveniente dal Medio Oriente, dal Caucaso e dall’area del Mar Caspio.

E proprio il corteo di No Tap ha voluto ricordarla sfilando per protestare e allo stesso tempo tenerne viva la memoria ed onorarla con la battaglia che lei stessa aveva combattuto fino a poche ore prima di morire. Il sindaco di Melendugno Marco Potì commenta così: “Siamo molto scossi dalla perdita di Angelica. Sono da diversi anni amico dei genitori ma la conoscevamo tutti, era una delle persone più attive del presidio di San Basilio. Ogni giorno si trovava lì, anche durante la notte o alle prime luci dell’alba, spesso accompagnata dalla madre e dal padre, era una presenza costante al fianco di chi continua a lottare contro la realizzazione dell’opera. Per questo motivo abbiamo avuto molti dubbi sull’opportunità di tenere comunque il corteo dopo la sua scomparsa, poi i genitori hanno espresso la volontà di farlo in suo ricordo. Lei avrebbe voluto così, sarebbe stata lì con noi a sfilare per le strade di San Foca. Faceva parte della comunità allargata di San Basilio – continua Potì – una grande famiglia unita dalla battaglia contro il gasdotto, una famiglia sempre più forte e unita, che ora piange per lei”.

Oltre al sindaco hanno parlato anche i vertici del comitato No Tap: “Il Movimento ha perso una delle sue anime, se l’è portata via una sorte infame.  La sua famiglia che ha conosciuto l’energia che Angelica ha regalato al presidio e alla lotta, ha espresso la volontà che il corteo si svolgesse ugualmente. Lei sarebbe stata in prima fila, con i suoi “occhi azzurri come il cielo, cuore rosso come l’amore”, a gridare e a sorridere con tutta la sua forza, quella forza stupenda che ha fatto conoscere a tutti noi. “E adesso aspetterò domani per avere nostalgia”, ma con un motivo in più per lottare”.

F.B.