Ciro confessa dal carcere: “Ecco cosa ne ho fatto della testa”

(Websource/archivio)

Ciro Guarente non ha ancora deciso di fare una piena confessione raccontando tutto ciò che è avvenuto, ma durante un colloquio in carcere con la madre si è lasciato andare e ha rivelato alcuni particolari che non aveva ancora detto agli inquirenti a proposito dell’atroce omicidio di Vincenzo Ruggiero. “Giuro che non l’ho decapitato: la testa è nel garage. Di’ ai carabinieri di continuare a cercare là sotto” ha detto Guarente a sua madre, una donna disperata che tenta di stare vicino al figlio ma ancora non si capacita dell’accaduto. “La madre è distrutta, – raccontano i vicini di casa – e implora suo figlio di dire tutta la verità perché pensa all’altra mamma, quella di Vincenzo, al quale Ciro ha tolto la vita”.

Vista la novità gli investigatori si sono recati nuovamente nel box degli orrori di via Scarpetta a Monticelli. Al momento però della testa della vittima non c’è traccia. Intanto spunta un nuovo testimone che ha spiegato alcuni dettagli agli inquirenti: “La Renault Capture di Ciro è stata ferma per un giorno e una notte davanti alla statua della Madonna, credo che il corpo di quel povero ragazzo fosse ancora chiuso nel cofano perché solo dopo è iniziato il viavai di Ciro dai garage. Guarente è venuto qui a Ponticelli il giorno 8 luglio. La sua macchina è stata ferma sotto l’edicola votiva della Madonna per un giorno e mezzo, mentre lui andava a casa di alcuni pregiudicati. Sembrava sconvolto, forse non sapeva cosa fare. Ma si è rivolto alle persone sbagliate e ora sta più inguaiato di prima – aggiunge l’uomo – Se fosse andato da persone perbene gli avrebbero detto di andarsi a costituire, invece loro gli hanno consigliato di fittare il box e lui, che prima che accadesse tutto questo sembrava un bravo ragazzo, ha fatto come dicevano loro. A quel punto è andato dal gestore abusivo dei box sotto il mercatino e gli ha chiesto di poter usare uno dei garage, ha pagato 50 euro”.

F.B.