Alessio, sopravvissuto all’attentato: “Ho visto gente morire”

Alessio Stazi (Facebook)

Tra coloro che erano presenti ieri pomeriggio a Barcellona, dove un attentato ha fatto 13 vittime e decine di feriti, c’è il giovane romano Alessio Stazi, che attraverso Facebook ha raccontato quei terribili momenti: “Sono vivo solo perché non sono riusciti ad ammazzarmi, ma io ero lì nel mezzo, li ho visti, in pochi secondi ho visto uccidere non so quante persone di fronte ai miei occhi. Mi sono ritrovato chiuso in un sottoscala di un negozio e non so neanche come ci sono arrivato, non so dove sono i miei amici e non capisco ancora cosa c…o sia successo”, il suo primo messaggio, postato appena pochi minuti dopo l’attentato.

Alessio Stazi ha poi tenuto aggiornati familiari e amici sulla situazione: “Sono chiuso in un bar ad un paio di km dalla rambla, tutto si sta svolgendo a pochi metri da casa mia e per questo non posso tornare a casa ed ho poca batteria per rispondere a telefonate e messaggi”. Poi ancora: “É stato terribile percepire di essere nel mirino, puntato dal camion, è stato terribile vedere persone colpite volare via di fronte a me, é stato terribile scappare via con la paura di essere uccisi, è stato terribile chiudersi in un negozio pensando che se gli attentatori lo avessero assaltato saremmo stati senza scampo. È terribile ora non capire cosa succede, non sapere da dove iniziare a chiamare tutti quelli che conoscono che vivono qui”.

“Al momento ho una rabbia infinita che non sa spiegare come si possa attentare così alla vita umana”, scrive ancora Alessio Stazi, che quindi dice di provare “una rabbia infinita verso la polizia spagnola che sta sulla Rambla, precisamente quelle pattuglie, sempre pronte e presenti per una quantità infinita di stronzate: dal pischelletto che va in giro in bici sulla rambla, al turista che beve una bottiglia, al pakistano che vende selfiestick, quello che tira la cartaccia, al ragazzo di colore che non può vendere un paio di scarpe come se fosse un crimine… e quando si tratta di fermare un camion che investe chiunque non c’è stato un poliziotto che lo ha fermato all’inizio della rambla o abbia sparato un solo colpo prima che iniziasse ad investire gente”.

Il ragazzo ha poi postato dopo mezzanotte un ultimo status: “Sono a casa. E’ stato terribile, provo un dolore immenso per le persone che non ci sono più, per tutti i feriti e per questa città meravigliosa che sicuramente con la sua cultura ed il suo popolo non smetterà di vivere e accogliere il mondo”. Non sapeva ancora che a quaranta chilometri da Barcellona i terroristi avevano provato a colpire ancora.

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GM